Travel e Hospitality Trend

I cinque trend sull’ospitalità da “tenere d’occhio” secondo Benoît-Etienne Domenget, esperto di hospitality e CEO di Sommet Education

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Quando si parla di crescita e trasformazione, il settore del turismo e dell’hospitality non mostra segni di rallentamento. Secondo il Tourism Barometer del WTO, a fine ottobre 2017 erano 1.1 i miliardi di turisti che avevano già visitato destinazioni internazionali, con un aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2016. Un settore che registra quindi una continua e inarrestabile espansione e che, al tempo stesso, si evolve quotidianamente sotto la pressione della “digital disruption”, che sta dando vita a un nuovo scenario dell’ospitalità. E proprio in quest’ottica di continuo mutamento Benoît-Etienne Domenget, CEO di Sommet Education – parent company dei prestigiosi istituti universitari svizzeri Glion Institute of Higher Education e Les Roches Global Hospitality Education – ha individuato i cinque trend del settore hospitality che saranno in forte aumento nel 2018. Da tenere assolutamente d’occhio.

Il viaggio trasformazionale

E’ la naturale evoluzione del viaggio esperienziale. I viaggiatori trasformazionali vogliono fare di più che sperimentare una destinazione: mirano a testare una parte diversa di se stessi. L’autoriflessione, l’apprendimento e lo sviluppo personale possono far parte di questo viaggio interiore. In un sondaggio del 2017 realizzato da Skift, il 52,8% degli intervistati ha dichiarato di prendere maggiormente in considerazione i viaggi di trasformazione rispetto a tre o cinque anni fa. Alcuni brand possono offrire a questi viaggiatori l’opportunità di affrontare sfide, impegnarsi nel lavoro di comunità o semplicemente rallentare.  Tra gli esempi emblematici di questo trend troviamo Thread Caravan, che ospita avventure artigianali in tutto il mondo, introducendo i viaggiatori verso forme d’arte culturali. Mentre AdAstra Adventures organizza viaggi di sopravvivenza nelle giungle della Colombia, nei quali i viaggiatori trascorrono da due settimane a tre mesi imparando a vivere in questo ambiente.

Realtà virtuale

La realtà virtuale e la realtà aumentata – come per il fenomeno Pokémon Go – stanno creando nuove possibilità in grado di offrire esperienze multisensoriali. Esperienze culinarie come Sublimotion di Paco Roncero, ad esempio, sono esaltate dalla tecnologia VR, trasportando gli ospiti in mondi diversi attraverso i cinque sensi. Ma anche gli hotel possono utilizzare la realtà virtuale per immergere virtualmente i clienti prima del loro soggiorno. La compagnia di viaggio Navitaire ha sviluppato un sistema che consente ai viaggiatori di esplorare e prenotare viaggi attraverso la realtà virtuale ed Expedia sta lavorando su VR Tech, che potrebbe aiutare gli ospiti a confrontare le potenziali camere d’albergo. Sia che venga usata come parte di un’esperienza o come anticipazione di questa, la realtà virtuale può trasformare il modo in cui i consumatori si connettono con i brand.

L’hotel come social hub

Creando spazi sociali per gli ospiti, gli hotel stanno diventando essi stessi destinazioni e non solo posti in cui soggiornare. Hotel come Mama Shelter e CitizenM hanno sviluppato un modello di “lusso accessibile” per la generazione dei Millennial che include la spontaneità relazionale che questi viaggiatori cercano e desiderano. Concerti dal vivo, dj set, proiezioni di partite di calcio e persino serate di bingo offrono agli ospiti e ai cittadini locali l’opportunità di socializzare e creare network di relazioni. Nel frattempo, alcuni hotel si stanno trasformando in centri d’aggregazione per dare vita a vere e proprie community che abbiano come base interessi comuni.

Esperienze enogastronomiche

Dalla cucina alla tavola, ai tour per scoprire i retroscena della cucina locale, l’interesse per le esperienze culinarie continua a crescere. I tour operator si affiancano a master chef e produttori locali per invogliare i viaggiatori a scoprire la cucina di una destinazione e l’origine dei prodotti utilizzati. Nel paradiso gastronomico del Perù, ad esempio, Jacada Travel offre pacchetti di una settimana con corsi di perfezionamento a Central Lima – tra i cinque migliori ristoranti del mondo – che includono visite al mercato e ai vigneti di una distilleria Pisco. Emblematico in questo ambito anche il caso del marchio scozzese Brewdog che, in linea con la recente moda della birra artigianale, ha iniziato la costruzione del primo hotel al mondo dedicato alla birra a Columbus, in Ohio, dopo una campagna di crowdfunding di grande successo. Una volta completato, l’hotel offrirà vasche idromassaggio alla birra, trattamenti per il viso con infusioni di luppolo, massaggi a base di orzo e spillatori di birra nelle camere.

Connessioni omnichannel

Canali digitali e gadget high-tech offrono ai brand dell’hospitality la possibilità di costruire relazioni più strette e smart con i clienti. Con i social media e le chat, gli hotel possono raccogliere feedback e risolvere i problemi più velocemente di prima. Le chatbot possono poi fornire informazioni istantanee, mentre i robot e i maggiordomi automatizzati potranno eseguire un servizio in camera rapido e discreto.

Anche la tecnologia trionfa: dall’attenuazione delle luci al servizio in camera per l’ordinazione, le app per smartphone e altri servizi innovativi offrono agli ospiti maggiore personalizzazione, controllo e praticità. In Cina, Alibaba Group ha collaborato con Marriott per installare altoparlanti smart con attivazione vocale in 100.000 camere d’albergo.

Nel frattempo, i grandi brand dell’hotellerie internazionale stanno sfruttando al massimo i social media per raccontare storie e incrementare le community. Taj Hotels Resorts and Palaces, ad esempio, ha lanciato un proprio social media center dedicato alla creazione di contenuti e al coinvolgimento online. Sfruttando questi strumenti, i marchi alberghieri possono instaurare rapporti con gli ospiti molto prima e anche dopo il loro soggiorno

Informazioni sull’autore: Benoît-Etienne Domenget è CEO di Sommet Education. Laureatosi all’HEC di Parigi, il signor Domenget è un professionista di estrema esperienza nel settore Hospitality e ha ricoperto la carica di Senior Vice- President Development EMEA e Amministratore Delegato in AccorHotels Svizzera.