Shopping Tourism

E sempre più stretta e rilevante la relazione tra turismo e shopping. Un trend in continua crescita e un binomio di successo che anche le strutture ricettive possono sfruttare. Con servizi ad hoc, prodotti griffati e nuove shopping experience, da vivere direttamente in hotel

di Clelia Torelli

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Lo shopping tourism in Italia è un trend in crescita. I numeri parlano da soli: 3 turisti su 10 si informano sui luoghi dove fare acquisti prima di scegliere una meta di vacanza e per 4 su 10 lo shopping è importante nell’esperienza di viaggio. Un fenomeno in ascesa che, secondo lo Shopping Tourism Italian Monitor, porta ogni anno a Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia 1,5 milioni di visitatori che spendono procapite 110 euro al giorno, di cui il 60% in abbigliamento, il 17,3% in accessori e pelletteria e il 3,6% in prodotti di cosmetica e profumeria. Insomma, fare shopping sembra essere sempre più una passione di massa e il viaggiatore incarna molte caratteristiche dell’acquirente perfetto. Curioso, rilassato, ben predisposto a spendere ogni volta che gli si offre l’occasione.

Ma chi sono i turisti stranieri che scelgono l’Italia per il loro shopping? I cinesi in primis, seguiti da americani, russi e giapponesi. I primi, sempre più preparati sui brand e i loro prodotti, anche grazie a un massiccio uso del web e dei social, sono interessati soprattutto ai prodotti griffati e alle vie dello shopping tradizionale. Gli americani, invece, preferiscono i pezzi unici che rappresentano l’italian style e gli store dei centri storici.

Lo shopping si fa (anche) in hotel

È evidente in ogni caso che sono molte le opportunità di business da esplorare nell’incontro tra operatori, territori e destinazioni e che lo shopping tourism è un elemento chiave per il destination marketing.  Occasioni che non sono certo sfuggite a molti hotel up level, che oggi offrono al target degli “shopping addicted” servizi mirati e nuove figure professionali in grado di soddisfare ogni loro desiderio: dall’autista privato – per un esclusivo e confortevole tour nelle boutique della città – al personal shopper, sia che si tratti di abbigliamento che di eccellenze alimentari locali. Ma non solo, ci sono hotel che offrono un’ulteriore declinazione della loro esclusività proponendo collezioni realizzate ad hoc dai brand di moda, esprimendo così al meglio anche altre due tendenze del lusso contemporaneo: la personalizzazione e la capacità di raccontare una storia, un territorio e le sue eccellenze.

Castelmonastero, ad esempio, offre il pacchetto Personal Shopper per un’esperienza unica con autista privato e assistente personale per gli acquisti nelle migliori boutique di Siena e Firenze o negli outlet dei dintorni, seguita da una tranquilla sessione di relax nella Spa del resort dove si possono acquistare anche asciugamani, accappatoi e borse griffate col marchio dell’hotel.

Gli ospiti del Belmond Hotel Caruso, invece, hanno la possibilità di accedere al servizio Made to Measure di ISAIA, azienda napoletana, leader nel settore dell’abbigliamento maschile di lusso da oltre cinquant’anni. Con il motto “L’arte nun s’ammsura. Ma ammsur’ è ‘un’arte”, i sarti Isaia sono a disposizione del cliente e, direttamente in camera con i campionari, vengono a prendere le misure per la realizzazione di abiti personalizzati fino all’ultimo dettaglio.

Ci sono poi i prodotti U Spa creati in esclusiva per i Constance Hotels & Resorts, in vendita solo ed esclusivamente all’interno delle loro Spa. Si tratta di preparati completamente naturali i cui ingredienti sono ispirati ai fiori e alle piante dell’oceano Indiano. E ancora: l’Hotel Savoy di Firenze, del gruppo Ferragamo, propone un esclusivo foulard dello storico brand Pucci raffigurante l’hotel.

L’Hotel De Russie a Roma, con la proposta Avenue of Style offre ai suoi ospiti la possibilità di assistere a porte chiuse al “dietro le quinte” del processo creativo e produttivo di diversi atelier e di lasciarsi consigliare dagli esperti del settore per uno shopping personalizzato. Tra gli undici brand aderenti: Fendi, Armani, Acqua di Parma, Pomellato e Vhernier. Mentre in occasione del suo 60° compleanno, il Belmond Hotel Cipriani a Venezia in partnership con il brand FRS, propone in esclusiva short, vestaglia, casacca e pantaloni in seta ispirati alla rosa Mocenigo, fiore protagonista della profumazione creata dai nasi di The Merchant of Venice per l’albergo. Sempre di FRS la capsule di kimono, pantaloni e giacca in seta stampata per i cinque stelle della famiglia Sciò, Il Pellicano di Porto Ercole e La Posta Vecchia di Palo Laziale.

Nella boutique del Four Seasons Hotel Milano si possono acquistare le slipper personalizzate realizzate in collaborazione con Manolo Blahnik. Invece Vilebrequin propone una capsule di bermuda per gli Hotel St. Regis, con una stampa di pesciolini che richiamano il cocktail Red Snapper servito negli hotel del gruppo. Nel Chianti, Castello del Nero dà la possibilità di disegnare il proprio paio di scarpe in collaborazione con artigiani locali, scegliendo pellami e dettagli, per riceverlo poi in hotel o a casa, accompagnato da un book fotografico che racconta il processo creativo.

Poi non si possono dimenticare gli hotel e le dimore che vendono le eccellenze agroalimentari della propria azienda agricola. Come il Relais il Falconiere di Cortona con i suoi vini e olio extra vergine di oliva Baracchi o Palazzo di Varignana con confetture, miele, olio e vini.

Qui è tutto in vendita

Altra storia è quella degli hotel dove tutto, o quasi, è in vendita. Cioè la struttura diventa una sorta di showroom e funge da vero e proprio strumento di marketing e vendita. In questo modo l’hotel rafforza il suo marchio, soddisfa la domanda di questo target emergente e ottiene interessanti guadagni aggiuntivi, mentre i brand, per esempio di design e tessili, possono mettere in mostra le loro proposte non in un semplice negozio ma in un contesto dove i consumatori vivono l’esperienza con i prodotti. E’ il caso degli Okko Hotels disegnati da Patrick Norguet, boutique-hotel per design addicted, dove tutto è in vendita, dagli arredi iconici agli oggetti decorativi. Invece al Savona 18 Suites di Milano ogni camera vanta elementi di arredo differenti: oggetti vintage e di design contemporaneo, selezionati uno a uno dalla proprietà presso le gallerie d’arte in zona e in collaborazione con Francesca Zurlo, curatrice di articoli vintage, tutti acquistabili da parte degli ospiti. Qui anche la hall è una vera e propria galleria d’arte, arredata con pregiati pezzi di design firmati da Aldo Cibic, da ammirare, toccare e comprare. Per vivere una vera shopping experience, appagante e indimenticabile.