Influencer e travel blogger

Nuove figure che cercano solo un soggiorno gratuito o professionisti utili per l’hotel? Come orientarsi e scegliere le persone giuste

di Martina Manescalchi

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Influencer sì, influencer no. Ultimamente si è molto dibattuto sul ruolo che questa figura può realmente svolgere per l’hotel. A dire il vero, la discussione si è spesso spostata su “come fare a riconoscere un vero influencer da uno scroccone?”. Gli hotel – specie i leisure di livello medio-alto – ricevono quotidianamente richieste da parte di sedicenti travel blogger che offrono visibilità alla struttura in cambio di ospitalità. Come fare a valutare il reale impatto che queste figure possono avere sulla promozione online dell’albergo. Come capire se si tratta della persona giusta per il nostro target e quali parametri devono guidare la selezione?

Come riconoscere un professionista

Innanzitutto cominciamo con il dire che sì, l’influencer è un lavoratore a tutti gli effetti e la sua attività può risultare preziosa per l’hotel, sia a livello di marketing che di brand reputation. Ma l’influencer non è una figura improvvisata: nessuno si sveglia una mattina e decide di diventare influencer. E nessuno comincia magicamente a guadagnare con il proprio blog e con i propri social media. Dietro alla figura dell’influencer deve esserci grande esperienza maturata nei settori di interesse, vuoi attraverso pregressa attività professionale, vuoi attraverso grande capacità di veicolare i propri contenuti e di “muovere il mercato”. Esattamente come un giornalista di settore che scrive su una rivista specializzata, l’influencer è in grado di valorizzare il prodotto e di promuoverlo tra i suoi follower grazie alla fiducia che nel tempo si è guadagnato nel settore. Avere quindi l’attenzione dell’influencer giusto può portare aumento di fatturato, buzz, visibilità e miglioramento della reputazione dell’hotel a costi contenuti. A fronte di tutto ciò, c’è da dire che nel corso degli anni in molti hanno cercato di improvvisarsi in questo ruolo, abbagliati dal miraggio del guadagno facile e dell’ospitalità gratuita. Non è un caso, quindi, che l’albergatore guardi spesso con sospetto richieste di questo genere e faccia fatica a orientarsi. Ecco allora qualche suggerimento utile per riconoscere i veri professionisti:

  • un vero influencer difficilmente vi invierà una richiesta di soggiorno in cambio di visibilità. In particolare, non vi chiederà mai di soggiornare in periodi specifici – Ferragosto, Capodanno, weekend e festività varie – insieme al partner o alla famiglia;
  • se vi invia una richiesta di collaborazione, questa prevede un compenso e una dettagliata descrizione dell’attività da svolgere. Soggiornare nel vostro hotel per lui è un lavoro a tutti gli effetti, non una scusa per fare una vacanza gratis;
  • un vero influencer produce e divulga contenuti di qualità e riesce a influenzare (appunto) le opinioni e le scelte d’acquisto di un determinato pubblico. E se si tratta di un influencer del vostro settore, probabilmente già conoscete il suo nome.

Quale influencer scegliere
Per quanto la figura possa essere professionale e riconosciuta come influente, è importante che l’albergatore valuti con attenzione se si tratta della persona adatta a parlare al suo target specifico. Il rischio che si corre è spesso quello di parlare a un pubblico troppo generico, non ottimizzando le risorse. Cosa fare, dunque?

  • Cercare sul web quante più informazioni possibili sull’influencer in questione. Se scrive su riviste di settore, se è citato da fonti autorevoli, se altre strutture simili hanno già usufruito delle sue attività.
  • Verificare la sua presenza sui social. Non basta infatti – e a volte non serve – che i suoi profili e le sue pagine siano seguiti da migliaia di follower. Quello che conta è la qualità dell’interazione. Le persone che lo seguono commentano, condividono, apprezzano i contenuti condivisi? E, soprattutto, si tratta di contatti interessanti per l’hotel e sono identificabili come parte del target?
  • Valutare la qualità dei contenuti prodotti e condivisi: sono in linea con la filosofia dell’hotel? Possono portare valore aggiunto alla struttura e alle strategie di marketing pianificate?
  • Analizzare gli hashtag utilizzati, che possono dare molta visibilità all’hotel, a patto che siano utilizzati correttamente. Ogni influencer utilizza hashtag propri e specifici e altri più generici. Anche osservare quante persone vengono coinvolte dall’utilizzo degli hashtag e come questi vengono selezionati aiuta a capire il grado di popolarità dell’influencer

Cosa fanno, in definitiva, questi influencer?

Gli influencer parlano di voi. Raccontano la vostra storia, il vostro modo di fare ospitalità, diffondono la loro esperienza tra i loro contatti che, si presume, sono vostri potenziali clienti. Scrivono articoli, condividono contenuti sui loro social, parlano dell’hotel in maniera non convenzionale e non smaccatamente sponsorizzata. L’obiettivo è quello di coinvolgere il pubblico attraverso lo storytelling, la qualità e l’autorevolezza. Gli utenti social e i fruitori di travel blog non si accontentano di informazioni e notizie promozionali, ma ritengono più appetibili e affidabili le esperienze raccontate da esperti dei quali hanno fiducia. E qui entra in gioco il ruolo dell’influencer e la sua credibilità.

Alcuni consigli
L’attività dell’influencer spesso è difficilmente monitorabile e l’albergatore può fare fatica a valutarne i benefici. Vi consiglio allora alcune attività di pianificazione e analisi dei risultati:

  • stabilite prima un numero minimo di post, distribuiti sui vari social;
  • suggerite i formati dei contenuti da condividere: voi conoscete il vostro pubblico meglio di chiunque altro e sapete se preferisce video, foto, dirette o altro;
  • fornite prima i dati dei vostri social e di Google Analytics, in modo che il professionista sia in grado di conoscere meglio il target dell’hotel e il suo comportamento e possa comunicare di conseguenza;
  • decidete insieme quali aspetti promuovere: il soggiorno e l’attività dell’influencer sono limitati nel tempo, meglio non disperdere contenuti e fare in modo che vengano valorizzati i plus della struttura;
  • chiedete un report del lavoro svolto;
  • monitorate l’incremento di follower sui social, il traffico di qualità sul sito, l’andamento delle richieste e delle prenotazioni nel periodo immediatamente successivo all’attività.

Basta scetticismo, dunque. Quella dell’influencer è una figura professionale che può davvero essere utile alla promozione e alla reputazione dell’hotel. Basta saperla scegliere e diffidare delle improvvisazioni… proprio come per tutti gli altri fornitori della vostra struttura.