BNA Studio Akihabara

Ad Akihabara, un iconico quartiere di Tokyo, un insolito gallery hotel, nel quale ogni camera è stata progettata ad hoc da artisti locali

di Raffaella Oliva

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Il connubio tra arte e ospitalità è uno dei trend più interessanti nel settore dell’hotellerie. Di per sé gli alberghi possono essere strutture perfette per l’esposizione di dipinti e sculture, e il sodalizio si fa più potente quando si coinvolgono artisti contemporanei per la realizzazione di opere e installazioni site specific, quindi uniche. 

Il BnA Studio di Akihabara – iconico quartiere di Tokyo pieno zeppo di sale giochi, negozi di manga, anime, videogame e store di elettronica e gadget – nasce da un’idea ancora più ambiziosa: quella di dar vita a un “art hotel” in cui ogni camera è progettata ad hoc e in toto da artisti locali. E questo nell’ambito del Bed & Art Project, programma basato su un innovativo sistema di condivisione dei ricavi: ogni volta che una stanza viene prenotata, parte della somma va a chi quella stanza l’ha concepita.

In questo caso le camere sono cinque, complete di cucina, lavatrice, asciugatrice, dunque ottime anche per soggiorni lunghi, e ognuna espressione di un mood differente. La camera “Responder” è il regno del collettivo 81 Bastards, che vi ha realizzato un coloratissimo ed eccentrico murale a 360 gradi, esteso anche sul soffitto, intrecciando motivi tradizionali del Sol Levante come i draghi con tratti ispirati alla calligrafia e alle caratteristiche stampe ukiyo-e impresse con matrici di legno.

“Un intervento d’impatto”, lo hanno definito gli autori, che hanno agito in modo completamente diverso in una seconda stanza, la “Hailer”, dove, anziché stimolare un’esperienza immersiva, hanno accettato la sfida di ritrarre Raijin e Fujin, divinità del tuono e del vento, su un paravento in foglia d’oro posizionato sopra la testata del letto: arredato con la complicità del laboratorio di falegnameria Sumar Works, l’ambiente circostante fonde tradizione e lusso moderno e presenta toni scuri che lasciano risaltare l’opera stessa.

C’è, poi, la stanza “Zen Garden” di Taku Sato, Nanook, Kazuma Ogata e Mitsuko Shimae: protagonista, una suggestiva luce a Led blu-viola fluorescente, in uno spazio diviso in due da pannelli reticolati e con elementi nipponici tipici quali l’arredo basso, un bagno bianco, essenziale, con dettagli in marmo e sottili richiami alla filosofia Zen.

Si chiamano, infine, “Wonder Park” e “Athletic Park” le camere ideate da studioBOWL su progetto di Ryohei Murakami, allegri tributi allo spirito ludico dell’adolescenza: se la prima è un mix di design industriale e pop art ottenuto con materiale di scarto e oggetti di recupero reintepretati in chiave giocosa, la seconda, soppalcata e dal soffitto volutamente grezzo, è una sorta di palestra-playground con gradini, corrimani, pedane, tubi e pertiche.