Arcade Hotel: insert coin!

Insert coin! Queste parole sono impresse indelebilmente nella memoria di generazioni di videogamer, che oggi ad Amsterdam hanno un luogo tutto per loro, l’Arcade Hotel. Design raffinato e una collocazione nel cuore di una delle più belle città d’Europa, per un concept che ha già conquistato migliaia di appassionati

di Roberto Negri

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Più di due miliardi di giocatori in tutto il mondo, un giro d’affari che sfiora i cento miliardi di dollari e una comunità internazionale altamente connessa, che vede l’Europa fra i mercati in più rapida crescita dopo l’Asia. Il mondo legato al videogaming sta vivendo la sua stagione migliore: perché allora non legare entertainment digitale e ospitalità, magari con una formula esclusiva mai vista prima? Devono essere stati questi i pensieri di Daniel Salmanovich, appassionato gamer, quando nel 2016 ha rigenerato i due vecchi edifici dell’Hotel Aalborg, nel quartiere degli artisti di Amsterdam, creando The Arcade Hotel: un concept che coniuga turismo, ospitalità e videogame. Un concept che, intercettando una passione, facilita le relazioni sociali e parla a un pubblico che più trasversale non potrebbe essere, dal nostalgico retrogamer appassionato di consolle anni ’80 al nerd più incallito, amante delle intense sessioni di gioco online.

Fra tecnologia e cultura pop

Camere dal tocco vintage tipico dei videogame anni ’80 unito all’hi-tech dei giochi di ultima generazione, e a fare da ponte il raffinato design mid-century degli ambienti che, attraverso un ricercato utilizzo di spazi aperti e trasparenze, creano relazioni osmotiche fra interni ed esterni.  L’atmosfera è informale ma non lascia nulla al caso quando si tratta di accoglienza e servizi: è questo il fil rouge che unisce le 42 camere di The Arcade, i cui interni, completamente rinnovati, rappresentano un piccolo concentrato di delizie per videogamer e cultura pop.

La contaminazione tecnologica, di stili e generazioni, è elemento ricorrente di tutti gli ambienti. Se le consolle retrò collegate a schermi 4k di ultima generazione strizzano l’occhio ai più nostalgici, la game room ricavata negli spazi comuni dell’hotel è un trionfo di tecnologia, con sei postazioni dotate di PC high-end e di tutti i device che non possono mancare nell’arsenale degli hard-core gamer. Sempre nelle aree comuni, la Comic Book Library è un omaggio alle più amate icone del fumetto, dove rilassarsi e godere di tutte le piacevolezze che The Arcade offre ai suoi ospiti. Proprio come sul divano di casa, fra amici, ma con tutte le comodità e attenzioni di un raffinato city hotel, dalle colazioni in terrazzo ai cocktail del bar 25th Hour, che oltre a offrire agli ospiti spazi arredati con originalità e gusto per l’immagine fotografica è anche il luogo ideale per seguire i principali eventi sportivi sul maxischermo che ne arricchisce l’allestimento. E quando Amsterdam chiama con le sue numerose bellezze e attrattive, bastano davvero pochi minuti per raggiungere i punti strategici per gli amanti dell’arte, gli appassionati di urban landscape o, più semplicemente, per chi vuole respirare il fascino dei canali cittadini.

 

L’INTERVISTA

Da appassionati, per appassionati

di Nicola Delvecchio

Nessuno meglio di Daniel Salmanovich, proprietario e direttore dell’Arcade Hotel di Amsterdam, avrebbe potuto raccontarci il percorso creativo che ha dato vita a questo concept. Le sue parole uniscono la lucidità del businessman e la passione del videogamer di razza.

Come è nata l’idea dell’Arcade?

Essendo un giocatore accanito, durante i miei frequenti viaggi di lavoro notavo che nessun albergo offriva qualcosa per i gamer, e molti come me, durante il viaggio, lasciavano a casa i loro videogiochi. Ho così deciso di offrire una soluzione agli appassionati di videogame, dato che la maggior parte degli ospiti dopo cena si mette a guardare la tv. Perché non dare loro la possibilità di giocare?

A quale target vi rivolgete?

Più che per accontentare i giovani gamer, l’hotel è stato pensato in stile retrò, per le persone che, come me, giocavano alla console negli anni ’80. Abbiamo incluso anche lo stupendo design dello Studio Arquetipo di Città del Messico: volevamo qualcosa di moderno ma anche vintage, comodo e al tempo stesso essenziale.

Difficoltà e soddisfazioni?

La tecnologia non è sempre facile da gestire. Dovevamo far funzionare console retrò su moderne Tv intelligenti e non è cosa semplice, per questo lavoro servivano adattatori, convertitori e altri device. Mentre la prima soddisfazione l’ho avuta quando un gruppo di ospiti ha giocato ininterrottamente per tre giorni. Non volevo che rimanessero intrappolati in una stanza senza visitare Amsterdam ma, in fondo, questo significa che si sono molto divertiti.

Qual è l’experience che offrite ai vostri ospiti?

Ricordate quando i vostri genitori vi sgridavano perché rimanevate svegli fino a tardi, seduti a terra, per giocare con i videogame? Ecco, non vogliamo che i nostri ospiti si sentano come a casa propria, ma come se fossero a casa del loro migliore amico, con tanti videogame a disposizione e al meglio della tecnologia attuale.

L’hotel guarda ai videogiochi del passato, ma vedo che offre anche le più recenti innovazioni tecnologiche…

Esattamente. Abbiamo consolle anni ‘80 e consolle Nvidia con un abbonamento GeForce che consente di giocare in streaming senza interruzioni, due TV da 65 pollici con Nintendo Switch, Xbox 260, Xbox one X, PS3 e PS4 Pro, tanti giochi tra cui scegliere e, infine, una configurazione VR. Insomma, praticamente tutto: un bel mix.

Quando vedremo l’Arcade anche in Italia?

Vogliamo innanzitutto espanderci in città che godono di un buon afflusso turistico, in modo da intercettare una clientela con interessi trasversali. Roma è nella mia testa da un po’, è solo questione di tempo.