Opalsy Tom

Il delicato intervento di Buck.Studio segna la rinascita di un edificio storico nel cuore della capitale polacca. Da cabaret a ristorante, all’insegna dell’artigianalità e dei toni pastello

di Francesca Tagliabue

foto di Pion Studio, Basia Kuligowska e Przemyslaw Nieciecki

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Ottimi piatti di cucina polacca contemporanea e un viaggio tra stili architettonici e inaspettati dettagli: questo il biglietto da visita dell’Opalsy Tom, nuova meta gourmand nel cuore di Varsavia. Autore del locale il dinamico Buck.Studio, che ha riportato una ventata di freschezza nel vecchio e malandato palazzo che prima della Seconda Guerra Mondiale aveva ospitato un cabaret.

Progettualmente, la maggiore difficoltà a cui gli architetti hanno dovuto fare fronte è stata dare armonia a una serie di ambienti di differenti dimensioni, per giunta disposti su livelli sfalsati. Il senso di unità è stato ottenuto attraverso un nuovo sistema di circolazione e da una connessione stilistica tra le sale, oggi accomunate da una palette cromatica che abbraccia i toni del corallo e del verde salvia, del giallo miele e del blu inchiostro.

Colori dal forte impatto estetico, che ritroviamo anche sulle pieghe del rivestimento in acciaio ondulato rivestito in velluto che ricopre tutte le pareti interne. Declinati nei colori della tavolozza anche gli arredi, tutti disegnati in esclusiva per Opalsy Tom: sono originali i mobili in radica di pioppo dal fascino d’antan, le sedie con struttura in legno e seduta imbottita, le avvolgenti poltroncine, i tavoli con piano in marmo alternativamente rotondi e quadrati.

Raffinate le finiture, tra cui spiccano una raffinata radica di pioppo, rivestimenti a terrazzo, legno di quercia e marmo grezzo non lucidato. Mentre una citazione a parte meritano le scenografiche lampade in vetro lavorato a mano da artigiani locali, simili nella forma a preziosi pendenti oversize.

Al piano superiore è stato ricavato un salone perfetto per feste private, ricco di specchi e affacciato sui tetti della capitale attraverso ampie vetrate. Al salone si accede dal foyer, che porta direttamente anche alla zona bar e alla sala lettura. Opalsy Tom dispone anche di una “camera segreta” chiamata Oasis, una piccola sala privata con un solo tavolo e autentiche finiture Art Déco che combinano un rivestimento in radica di pioppo e un tessuto a fiori originali, una piccola chicca che connette direttamente passato e presente.

Tra le finiture originali, sono stati preservati anche i pavimenti in battuto di terrazzo della scala e quelli bicolori della sala da pranzo principale, dove il pavimento è percorso da pattern diagonali che sembrano fulmini.

Il piano inferiore, meno formale, è il cuore del ristorante e ospita la cucina, la cantina dei vini e sale da pranzo di dimensioni minori caratterizzate da tre distinti approcci funzionali e di design: la Honey Room che si affaccia sulla cucina e gli chef al lavoro, la Ink Blue Wine Room – un luogo perfetto per la degustazione di vini – e la riservata Sage Room per cene private. Tre spazi arricchiti da un elegante parquet in rovere e da opulente tende in velluto che separano le sale da pranzo l’una dall’altra, conferendo agli spazi un’atmosfera più intima e rilassata.