Post Covid Trends

Il Covid ha influito non solo sulle performance ma anche sui modelli del turismo prossimo venturo. Come? Ce lo spiega una ricerca promossa da due giganti del travel. I dieci trend topic della stagione 2021 secondo Expedia e PWC Italia

di Roberto Negri

Il comparto turistico è uno dei settori economici messi più a dura prova dall’emergenza Covid. Con la parziale eccezione del periodo estivo, i numeri del 2020 parlano di un netto calo di viaggi e prenotazioni, soprattutto da parte dei visitatori stranieri. Ma accanto a questi dati tutto sommato scontati, il  Coronavirus ha avuto una forte ricaduta anche sulle abitudini dei viaggiatori, con cui in questa fase gli operatori turistici si trovano a fare i conti.

Fra questi Expedia e Price Waterhouse Coopers Italia, che hanno analizzato il mercato per comprendere le tendenze in atto e, su questa base, programmare le misure da adottare disegnando offerte in grado di intercettare una domanda in trasformazione. Dall’analisi è scaturito un vademecum, dieci tendenze che secondo i due giganti del travel caratterizzeranno il 2021 e ruotano intorno a parole chiave come pulizia, tecnologia, flessibilità, comunicazione, sostenibilità, slow tourism, itinerari insoliti, last minute, turismo domestico, workation. Con suggerimenti che possono aiutare gli operatori a scoprire cosa cambiare, cosa eliminare e cosa, infine, introdurre nelle proposte per l’ormai prossima stagione turistica.

Quanto al primo punto, quando si parla di hospitality i concetti di pulizia e igiene possono sembrare scontati. Ma con la pandemia gli standard usuali non bastano più. La parola d’ordine, adesso, è sicurezza. Che significa non solo attivare protocolli specifici ma anche comunicarli agli ospiti. Oltre a rivolgersi a professionisti dell’igienizzazione e sanificazione, può essere utile anche eliminare temporaneamente elementi decorativi come cuscini, pouf o tappeti, belli ma difficili da pulire. Da non trascurare, poi, la sanificazione di interruttori, maniglie, pulsanti, oltre naturalmente all’area bagno e alla biancheria. Accompagnando il tutto con chiare indicazioni sulle procedure e i protocolli adottati.

Altra parola d’ordine in chiave di rilancio è tecnologia, soprattutto digitale. Come sfruttarla? Un’idea che sta prendendo piede è quella di fornire ai potenziali turisti dei tour virtuali per orientarli nella scelta della destinazione, presentare al meglio la propria struttura e farla risaltare tra le proposte della concorrenza.

La flessibilità sarà un altro trend del futuro. Nata con la pandemia, è destinata a restare tra gli elementi che faranno la differenza. Strumenti come la free cancellation o la no change fees per i voli sono stati già adottati da Expedia, e altri si aggiungeranno come l’introduzione delle tariffe rimborsabili, che già nel 2020 sono state scelte dal 10% dei turisti in più rispetto al 2019.

Di comunicazione abbiamo già parlato. Ma quali saranno gli aspetti da privilegiare? Prima di tutto bisogna valorizzare attrattive e punti di forza per canalizzare l’attenzione del pubblico e le sue scelte. Fondamentale, da questo punto di vista, saper elaborare il messaggio in modo da renderlo adeguato al mondo digitale affinché risalti fra i tanti annunci che popolano il web.

In questo senso la formazione orientata sul digital marketing turistico sarà un trend topic degli anni a venire. Così come la sensibilità ambientale, che guiderà altre due tendenze, sostenibilità e slow tourism. La prima da declinare a tutto tondo, dal cibo all’alloggio alle modalità di spostamento, ad esempio privilegiando ingredienti a chilometro zero e bio, fonti di energia rinnovabili e risparmio energetico. La seconda, aumentando i soggiorni di più lunga durata e con meno spostamenti, le vacanze a contatto con la natura e le attività che consentono di immergersi nella realtà locale della destinazione scelta. E a proposito di destinazioni, pare che il 2021 sarà l’anno degli  itinerari lontani dalle mete del turismo di massa. Anche in questo caso hanno influito il Covid e la necessità del distanziamento sociale. In molti hanno preferito vacanze in luoghi poco affollati, che privilegiano città piccole, borghi meno conosciuti e attrattive naturalistiche.

Secondo Expedia e PWC la prossima stagione vedrà anche una crescita dei viaggi last minute e del turismo di prossimità. Sempre più persone, infatti, preferiscono le vacanze nella propria città e in località vicine che si traducono nell’uso di mezzi di trasporto come il treno o l’automobile, così come, dal lato offerta, nella strutturazione di proposte rivolte a una clientela che non cerca solo un alloggio ma anche pacchetti specifici di servizi, ad esempio orientati al lusso o al benessere. Per finire, fra i trend 2021 non poteva mancare un fenomeno che ha rivoluzionato la vita quotidiana di tutti noi.

Dalla diffusione dello smart working è infatti emersa la workation, ovvero lavorare andando in vacanza. Come incide questa nuova prassi sul settore turistico? Per prima cosa, consente di non concentrare le vacanze in due soli periodi all’anno. La vacanza-lavoro, poi, modifica le propensioni sulla durata delle ferie, non più nel week end o per pochi giorni, ma più a medio o lungo termine. Il soggiorno part-time, che consente di fare il turista nelle ore in cui non si lavora, stimola di conseguenza i professionisti dell’hospitality a ripensare alcuni aspetti dell’accoglienza. Gli spazi devono avere aree dedicate per lavorare in tranquillità, e nelle stanze non possono mancare scrivanie, servizi digitali all’avanguardia e ottime connessioni Wi-Fi.