Luxury Bike Hotels

La bicicletta può essere un’importante risorsa per il rilancio e la ripresa del turismo. Come diventare un bike hotel ed entrare nel circuito Luxury Bike Hotels

di Marta Germani

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Molti settori economici hanno subìto una brusca frenata a causa del Covid-19, e in particolare l’hotellerie e la ristorazione hanno risentito dei contraccolpi più forti. Ogni crisi, però, per quanto traumatica e stressante, a volte ha in sé opportunità da cogliere. L’estate 2020, infatti, ci ha fatto vedere come il cicloturismo abbia rappresentato una boccata di ossigeno vero per le strutture che lo hanno proposto e possa rappresentare, anche per il futuro, una risorsa per intercettare nuovi flussi di turisti, nel lungo periodo anche stranieri. Un trend che il network Luxury Bike Hotels conosce bene e promuove, conducendo per mano gli imprenditori senza prevedere investimenti importanti e ponendosi come una soluzione per una ripresa veloce.

Scelte concrete e intelligenti

Questo scampolo di 2020 d.C. – dopo Covid – è come una pedalata in salita con una bici senza cambio: faticoso ed estenuante, che mette a dura prova corpo e mente, con ancora tanti tornanti scoraggianti da affrontare. Non c’è un rapporto agile che consenta di svalicare senza sforzi ulteriori: bisogna solo, al momento, pedalare e proseguire.

La bici è la calzante metafora per paragonare la situazione d’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ma realisticamente può essere anche il giusto volano per uscire da questa impasse. Il click-day del 3 novembre è stato il termometro di come l’interesse per la bici vada anche nella direzione di antidoto – e antistress – naturale e sostenibile nell’era Covid. In tale scenario, il settore dell’hotellerie si sta interrogando su cosa mettere in atto per tamponare la preoccupante fuoriuscita di indotti. E dal circuito dei Luxury Bike Hotels – la sigla che riunisce tutti i migliori hotel bike friendly 4 e 5 stelle d’Italia – giungono nuove risposte.

In un momento storico in cui sicurezza e salute sono un binomio imprescindibile, il network LBH consiglia e invita caldamente relais, lodge, resort, chalet, retrait e alberghi diffusi a inserire nelle loro offerte e proposte di attività i percorsi in bicicletta, dal momento che la bici è, per sua stessa conformazione, sinonimo di distanziamento sociale, benessere fisico e libertà di movimento. In particolare, la collezione dei Luxury Bike Hotels mette a disposizione il proprio know how per indirizzare al meglio la struttura verso una riorganizzazione che la renda adatta ad accogliere la clientela altospendente composta da ciclisti e cicloturisti appassionati che arrivano con o senza bici al seguito, per pedalare alla scoperta delle bellezze italiane.

La bikeconomy gode di ottima salute

Il secondo rapporto sul cicloturismo in Italia di Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) e Legambiente ha fatto emergere che solo il fatturato connesso alla vendita di pacchetti per cicloturisti ha registrato un incremento medio di circa il 30%. Sono numeri impressionanti, considerato che si riferiscono al 2019 e sono destinati a crescere se pensiamo ai dati estremamente positivi dell’estate 2020. L’Italia conta 58mila chilometri di itinerari cicloturistici – sommatoria fra percorsi ciclabili, ciclopedonali e ciclovie – lungo i quali sorgono tante strutture ricettive che possono beneficiare delle potenzialità offerte dal turismo sostenibile. Sempre secondo le statistiche Isnart, infatti, per nove regioni su venti si potrebbe stimare un incremento superiore di otto volte quello attuale.

Un team di esperti e i consigli giusti

“Luxury Bike Hotels si compone di un team di esperti specializzati in cicloturismo – spiega Ludovica Casellati founder di LBH – ed esperienze su misura per i ciclisti, in grado di spiegare a proprietari e direttori di hotel gli effetti benefici della bike economy e quanto il potenziale del cicloturismo porti notevoli vantaggi per le strutture ricettive: la destagionalizzazione, innanzitutto, ma anche e soprattutto la propensione dell’ospite a prolungare il pernottamento, con ovvi e conseguenti ricadute a domino per la parte ristorazione e spa”.

“Spieghiamo da come si allestisce una bike room adeguata alla messa a punto di ogni dettaglio per farlo diventare un LBH member, – racconta Silvia Livoni esperta di marketing territoriale e comunicazione – forniamo tutte le informazioni, in parallelo a una adeguata formazione del personale,  allo scopo di operare alcune modifiche che consentano all’albergo di intercettare efficacemente un target che, attualmente, è sempre più propenso a muoversi con la bici, sport diventato di tendenza al pari o forse più del golf”.

LBH, un’interessante opportunità

Entrare a far parte del circuito dei Luxury Bike Hotels può rappresentare un’opportunità unica in questo momento. Il click day del 3 novembre ha dimostrato in maniera lampante come gli italiani stiano facendo di necessità virtù acquistando biciclette, tanto che il Ministero dell’Ambiente ha dovuto integrare il finanziamento del bonus bici e riaprire nuovamente la possibilità di registrarsi. Una stimolante opportunità, dunque, per tutte quelle strutture che si trovano in aree montane, borghi, o destinazioni minori, per (ri)organizzare e adeguare il sistema dell’ospitalità e, perché no, anche di una ristorazione più salubre. LBH è in grado di affiancarsi agli albergatori in questo difficile ma sfidante cambiamento, trasmettendo un’idea positiva di mobilità coesistente con i vincoli dettati dal virus. In ultima analisi, una opportunità per riflettere e costruire itinerari a prova di virus e destinati a durare nel tempo.

“Vogliamo mandare un messaggio positivo e propositivo – ribadisce Ludovica Casellati – provando, attraverso Luxury Bike Hotels, a dare soluzioni a tutti coloro che sentono di voler mettere a frutto questo periodo in cui parole d’ordine sono Low Touch Economy (sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio) e Bike Economy, unite a una nuova normalità dettata dalla convivenza con il coronavirus”.