GDPR per l’hotel

Email marketing e GDPR: e se fosse un vantaggio per l’hotel?

di Martina Manescalchi

Previous Next

Lo scorso maggio è entrato in vigore il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation). Ce ne siamo accorti tutti dalla valanga di email ricevute nella settimana precedente con le quali le aziende con cui siamo in contatto ci hanno chiesto – in maniera più o meno regolare, più o meno rocambolesca – di esprimere la nostra volontà di ricevere informazioni o di essere cancellati dalla mailing list. La bomba è esplosa a metà maggio, ma da mesi aziende e professionisti sono piombati nel panico per la revisione e il controllo delle procedure fino ad allora messe in atto sul trattamento dei dati. Il GDPR non si occupa strettamente ed esclusivamente di email marketing, ma le novità introdotte in termini di requisiti, forma e modalità di esternazione del consenso al trattamento dei dati personali incidono in maniera significativa anche su questa attività, specie per quanto riguarda i moduli di iscrizione alla newsletter. Senza voler entrare nel merito della normativa, ci soffermiamo invece sulle opportunità che l’hotel può cogliere per un’attività di email marketing più efficace e personalizzata. Il GDPR è stato accolto infatti con grande timore e scetticismo, senza pensare che invece può essere un’occasione per un utilizzo più consapevole dei dati che – aziende come Google e Facebook ce lo insegnano – oggi sono il vero tesoro delle aziende. Il nuovo approccio al consenso è dunque basato sul concetto di inequivocità. Tutti i moduli di iscrizione che necessitano di consenso esplicito che non può mai essere accolto dalla mancata interazione da parte del destinatario, tant’è che gli esperti hanno a più riprese consigliato la scelta di un doppio step di conferma. La scelta tutela sia l’utente che l’azienda titolare dei dati, che ha a disposizione la prova provata di un consenso autorizzato oltre alla verifica di validità dell’indirizzo inserito. In un certo senso, questo vale anche per i database esistenti, che non vanno perduti ma che devono essere verificati tramite una mail che chieda il consenso dei trattamenti. E qui, a nostro avviso, risiedono le opportunità di migliorare le future performance di email marketing. Quante volte vi siete infatti ripromessi di verificare gli indirizzi del database dell’hotel? Questa è l’occasione giusta. Meglio un database più snello che spendere soldi in invii inutili. Il consenso esplicito, per quanto possa sembrarvi macchinoso e per quanto contribuirà a sua volta a ridurre il numero dei vostri contatti, rappresenta un tassello importantissimo per le vostre future attività di email marketing. D’ora in poi vi rivolgerete esclusivamente a utenti che si sono presi la briga di rispondere alla vostra mail e di richiedere l’invio di informazioni da parte dell’hotel. Risultato? Meno contatti, ma maggiore conversione. Insomma, non tutto il “male” viene per nuocere e anche questo regolamento può essere sfruttato per comprendere meglio il proprio pubblico e comunicare in maniera più efficace.