AirBnB compie 10 anni. Intervista a Joe Gebbia

Airbnb festeggia i suoi primi dieci anni di vita con una serie di novità, tra cui l'aggiunta sulla piattaforma degli hotel indipendenti. La nostra intervista a JOE GEBBIA

di Alessia Delisi

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Non bastavano stanze e appartamenti: ora Joe Gebbia, fondatore insieme a Brian Chesky di Airbnb, ha deciso di offrire esperienze ancora più personali e autentiche, appellandosi però questa volta proprio agli albergatori. L’aggiunta sulla sua piattaforma di boutique hotel indipendenti e di b&b – a patto naturalmente di offrire un’esperienza di viaggio unica, in linea con la missione di Airbnb – permetterebbe loro di raggiungere un’intera nuova generazione di viaggiatori. Senza contare i numerosi vantaggi elencati da questo guru dell’ospitalità che non teme il fallimento e per cui il futuro è dietro l’angolo

Perché ha deciso di aggiungere anche gli hotel su Airbnb?

Airbnb si è sempre evoluta come piattaforma. Quella che dieci anni fa è iniziata come una condivisione di materassi gonfiabili si è trasformata in stanze private e poi in interi alloggi. Più recentemente abbiamo visto case vacanza, b&b e boutique hotel aderire in modo organico alla nostra piattaforma. Nell’ultimo anno per esempio il numero di inserzioni di boutique hotel disponibili su Airbnb è aumentato in tutto il mondo di oltre il 520%. Per molti anni, nella regione Asia–Pacific, Airbnb ha accolto alcune tipiche abitazioni che condividono i nostri valori. Dai Minsu in Taiwan ai Ryokan giapponesi e agli edifici storici del patrimonio nazionale indiano, i nostri host hanno svolto un ruolo attivo nel condividere alloggi tradizionali con una nuova generazione di viaggiatori. Ben vengano quindi tutti gli albergatori la cui offerta è in linea con la nostra missione di appartenenza, vale a dire viaggi ed esperienze unici e autentici, perché messi a disposizione dalla gente del posto. Vediamo molti gestori di hotel e proprietari di b&b offrire questo tipo di ospitalità.

A quali tipologie di hotel è più strettamente rivolta l’offerta? E quali sono invece i criteri di esclusione?

Pensiamo che la cosa abbia a che fare con il proprio concetto di ospitalità, per cui prediligiamo la proposta della persona a scapito di tutto ciò che è invece massificato e seriale. Nel determinare i criteri esaminiamo una serie di fattori tra cui se l’hotel è una proprietà indipendente o è parte di una catena; se ha un design unico e offre qualcosa di speciale che il viaggiatore non troverà altrove; se il proprietario e il suo staff conoscono la zona e sono in grado di connettere gli ospiti alla comunità locale, consigliando ad esempio ristoranti e cose da fare. E ancora: se ci sono all’interno della struttura spazi comuni che permettano ai viaggiatori di conoscersi e così via. Sul sito comunque è possibile visionare l’elenco completo dei criteri di inclusione.

Quali sono i vantaggi per gli albergatori?

Innanzitutto permettiamo loro di raggiungere un’intera nuova generazione di viaggiatori. La nostra comunità è forte di centinaia di milioni di persone e possiamo aiutare gli indipendenti e le piccole strutture ricettive lasciate indietro dalle OTA ad attirare nuovi affari. Abbiamo una enorme brand affinity e forse un traffico più organico rispetto a qualsiasi altra compagnia di viaggi nel mondo. Ma offriamo anche una serie di vantaggi concreti: tariffe più basse (3–5% per l’host in base alla politica di cancellazione e 5–15% per l’ospite) rispetto a quasi il 30% di alcune OTA; benefit da tutti i nostri trust feature, compresi i profili e le recensioni degli ospiti, così come i pagamenti affidabili; nessun contratto, ma pieno controllo su come e quando comparire su Airbnb. Come dicevo, nell’ultimo anno il numero di boutique hotel su Airbnb è aumentato di oltre il 520% in tutto il mondo senza sforzi proattivi e ci sono ora 24.000 camere a disposizione sulla piattaforma. Abbiamo inoltre più di 180.000 b&b, con una crescita del 110% su base annua.

Quanto è importante oggi offrire alloggi di design?

Molto, per questo abbiamo sviluppato Airbnb Plus, una nuova funzione che offre case bellissime la cui qualità è verificata personalmente dal nostro team. Tra i criteri di inclusione ci sono la personalità dell’host, il design, il comfort e la pulizia. Sappiamo che alcuni host sono eccezionali e Airbnb Plus li aiuterà a distinguersi e a guadagnare di più, traendo vantaggio dai migliori servizi di posizionamento, consulenza di interior design e assistenza premium. Dal canto nostro potremo raggiungere viaggiatori di fascia medio–alta che desiderano maggiori garanzie sulla qualità del luogo in cui soggiornano.

Con questi cambiamenti Airbnb festeggia i suoi primi dieci anni di vita; cosa prevede invece per i prossimi dieci?

Come designer ho imparato presto che il fallimento è una parte fondamentale del processo creativo. Una cultura curiosa è quella che sperimenta, che cerca inesorabilmente l’ignoto, anche quando questi sforzi si traducono in ciò che alcuni potrebbero definire un “fallimento”. Le culture che hanno successo nel lungo periodo vedono il fallimento non come un evento, ma come uno stato mentale, un’attitudine applicata a questo evento. Il fallimento, in altre parole, non è ciò che accade, ma una reazione sbagliata a ciò che accade. Una buona reazione, al contrario, trasforma qualsiasi risultato in un punto di apprendimento. Tutto questo per dire che più miglioriamo il nostro approccio nei confronti della sperimentazione, più rischi ci assumiamo e più probabilità abbiamo di scoprire qualcosa di nuovo. Le aziende tecnologiche possono cambiare così rapidamente che sarei preoccupato se non stessimo provando a immaginare cosa c’è dietro l’angolo. Per questo, all’interno dell’azienda, abbiamo creato un team la cui missione è esplorare nuove prospettive per Airbnb. Per le aziende tecnologiche investire nella ricerca è assolutamente necessario.