Ristorante The Y

La “beutification” di Mosca in un ristorante dedicato ai millennial. Un progetto dello studio newyorkese Asthetique, con la benedizione di Wes Anderson

di Paola Camillo

foto di Mikhail Loskutov

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Le profilature in bronzo che decorano le pareti del locale si tuffano nello spazio tridimensionale sotto forma di grandi lampade a cupola, avvolgenti e solide, mentre i colori pastello, verde menta, rosa cipria, pesca e beige sablè, creano un’atmosfera sognante e sospesa.

La natura del The Y è sensuale e materna allo stesso tempo. Il ristorante appena aperto nel quartiere residenziale di Hamovniki a Mosca è nato infatti dall’idea di abbracciare la generazione dei millennial, la Y, nella dualità di figli e di genitori, e raccontare la cultura che li definisce: l’incontro tra l’immaginario ereditato dai ’70 e l’energica proiezione verso il futuro. Per questo il locale si articola in una combinazione di spazi differenti, flessibile a ospitare riunioni di famiglia così come cene intime, e poter essere vissuto da mattina fino a tarda notte.

A creare la narrativa inclusive e magica del The Y sono stati Alina Pimkina e Julien Albertini dello studio newyorchese Asthetique. “La ristoratrice, Kira Baybakova, è una donna energica e piena di sorprese. È un’imprenditrice, una mamma e molto altro ancora. È stata lei a sceglierci per dare vita al suo progetto”, racconta Alina, designer russa trasferitasi da pochi anni nella Grande Mela.

Due anime: informale e sofisticata

Il ristorante si distribuisce su due piani: il primo, più informale, solare e luminoso si completa con un café declinato nei colori del verde pastello e del rosa petalo; il secondo, piu sofisticato e elegante, dispiega un mood lunare, acceso da nuance metalliche.

La principale sfida è stata proprio quella di differenziare l’estetica dei due piani pur rimanendo coerenti con l’idea guida. Abbiamo creato un’illuminazione più spumeggiante per il primo piano con grandi pendenti in bronzo, e una più drammatica per il secondo con molti spot di luce e una scelta di toni scuri”, spiega Julien.

A guidare l’estetica di The Y è stato – metaforicamente – anche il regista Wes Anderson. Il suo mondo cinematografico ha ispirato i due designer nell’uso giustapposto di forme arcuate, partizioni simmetriche e una tavolozza di colori pastello che creano un’atmosfera immersiva, sottilmente misteriosa e teatrale, nella quale la relazione con lo spazio si approfondisice lentamente e diventa affettiva.

The Y riflette anche un momento cruciale di Mosca, dove “Blagoustroistvo” in questi ultimi anni è la parola d’ordine: significa lo sforzo di abbellimento e miglioramento delle strutture pubbliche intrapreso dall’amministrazione della città per rigenerarne lo spazio urbano, che dà vita anche nuove avventure di design.