Breakfast: magic moment

Il "magic moment" è quello del breakfast, che in viaggio come in vacanza l'hotel può rendere una parte indimenticabile  della guest experience. Seguendo alcune semplici regole

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Anche chi nella vita di tutti i giorni inizia la giornata con un semplice caffè, magari preso di fretta al bar, in viaggio non sfugge al fascino rituale della prima colazione. Un momento importante, spesso trascurato, ma che in hotel riacquista tutta la sua magia ed è parte integrante dell’esperienza. Trasversale come pochi ma allo stesso tempo multiforme, ricco di gusti e proposte, il breakfast è anche una palestra impegnativa per l’hotel, che qui vede messa alla prova la sua capacità di creare atmosfere, interpretare i gusti di un pubblico estremamente variegato, sfuggire la banalità senza però rinunciare agli evergreen. Come? Seguendo alcune semplici regole.

Il buffet, esperienza a tutto tondo

Il buongiorno, si sa, si vede dal mattino, quindi a maggior ragione il buongiorno in albergo richiede grande professionalità e cura. Innanzitutto, attenzione alla sala breakfast, che le regole auree dicono dover stimolare tutti i cinque sensi con colori, suoni profumi, gusti ed esperienze tattili. A partire dall’allestimento: consigliabile quindi coinvolgere un esperto per la sistemazione della sala, la selezione dei tessuti, dei colori e degli oggetti, e naturalmente la presentazione del buffet. Esporre con cura è importante, perché tutto ciò che mangiamo è più appetitoso se prima può essere gustato con gli occhi, e le alternative non mancano. Gli espositori murali sono di facile organizzazione, offrono un’ampia panoramica dei prodotti e ottima accessibilità per il rimpiazzo dei piatti, pur essendo meno scenografici e più rigidi nell’allestimento. Quelli a isola e centrali, di contro, lasciano molta più libertà compositiva consentendo di combinare a piacere forme rettangolari, ovali, circolari, richiedendo però spazi più importanti. Ingrediente fondamentale, in entrambi i casi, l’illuminazione, che anche in una sala luminosa è capace di esaltare i prodotti esposti e farli apparire ancora più freschi e invitanti. Non devono mancare naturalmente tutte le attrezzature per la preparazione istantanea di bevande e alimenti o mantenere in temperatura i cibi già preparati.

La mise en place

Mai commettere l’errore di pensare che sia importante solo per i pasti principali: anche il breakfast pretende un tavolo ben preparato e con tovagliati di livello adeguato, meglio se in tono con l’ambiente e i colori di stagione. L’allestimento può essere quello del tradizionale coperto di base, sia quando è prevista la tovaglia che il solo runner. In genere la tovaglia è prevista nelle mise en place più tradizionali e ha sempre un certo impatto ma richiede più gestione, il runner rende l’allestimento più snello e informale. Che non vuol dire meno raffinato.

La proposta

Tramontati i tempi della tradizionale accoppiata breakfast europeo/continentale, con la saltuaria incursione di quello americano, il format del menu breakfast oggi è quanto mai vario e aperto alle contaminazioni. Le formule innovative e personalizzate fioriscono: c’è chi punta sulla specificità della zona, chi si rivolge a specifici profili di ospiti, chi integra la proposta standard con prodotti rivolti a particolari categorie di utenti che, per necessità o per scelta, prediligono alcuni alimenti, chi, ancora, punta su proposte che fanno immagine e gratificano la clientela valorizzando il breakfast (centrifugati, insalate di frutta, prodotti tipici). Quello che non deve mai mancare è la qualità e la freschezza: la colazione non è parente povera del pranzo o della cena – tutt’altro -, e merita la stessa cura dei pasti principali.

Vendere il breakfast

Può suonare strano, visto che la prima colazione è il servizio per eccellenza incluso nella prenotazione di una camera. Ma dopo avere dedicato tante energie nell’allestire una sala gradevole e accogliente, ben attrezzata, con prodotti presentati al meglio e di alta qualità, perché non farlo sapere? Se la colazione del mattino è un pezzo forte dell’offerta, è consigliabile promuoverla degnamente: inserendola nel depliant, lasciando il menù del breakfast in camera e raccontandola in ogni comunicazione. Non solo gratificherà e incoraggerà gli ospiti a tornare, ma invoglierà anche una clientela turistica a fare colazione in hotel senza essere (ancora) cliente.

Dieci consigli pratici

  • Abbassare e alzare i piani di lavoro vivacizza il buffet e lo rende più invitante: via libera a piatti di portata, cestini e insalatiere
  • Meglio usare contenitori piccoli: evitano gli sprechi e danno l’idea di un buffet sempre pieno e ben fornito
  • Per i prodotti facilmente deteriorabili evitare i contenitori grandi: igiene e conservazione vengono prima di tutto
  • La varietà è un must: ai collaudati prodotti base affiancare prodotti di stagione, tipici, freschi e fatti in casa
  • A prescindere dal numero dei clienti il buffet deve essere sempre invitante e ben fornito: meglio, se necessario, ridurre lo spazio ma non lasciarlo sguarnito
  • Diminuire l’assortimento dei prodotti si può, ma la varietà non va sacrificata: l’idea di abbondanza resterà e il cliente continuerà a percepire la possibilità di scegliere tra più opportunità.
  • Il buffet va gestito con puntualità e per tutta la durata del servizio: quindi i prodotti vanno continuamente rimpiazzati, e l’ultimo cliente deve ricevere lo stesso livello di qualità riservato al primo.
  • La disposizione dei prodotti è importante: una volta scelta, meglio mantenerla per non disorientare gli ospiti
  • L’originalità è importante, ma meglio lasciare le sperimentazioni al pranzo o alla cena: in genere la colazione del mattino è associata ai sapori familiari e più graditi
  • Attenzione ai prodotti “troppo” esotici o fuori stagione: oltre al costo, spesso sono evitati dagli ospiti più attenti che preferiscono proposte più semplici ma più naturali e fresche