Wow Suites al Crillon Paris

I lavori di ristrutturazione sono durati quattro anni e hanno riportato in vita un vero e proprio monumento storico nazionale. L'Hotel de Crillon risplende grazie ai migliori architetti e designer del mondo, incluso lo stilista Karl Lagerfeld che ha realizzato due superbe suite

di Alessia Delisi

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Simbolo del lusso alla francese, nonché di quel sofisticato e inconfondibile spirito parigino, l’Hôtel de Crillon ha riaperto i battenti dopo un accurato lavoro di ristrutturazione durato ben quattro anni. Realizzato nel 1758 dall’architetto Ange–Jacques Gabriel su richiesta di Luigi XV, l’edificio al numero 10 di Place de la Concorde a Parigi ne ha viste di tutti i colori: prima di venire trasformato in un albergo nel 1909 (sotto la guida dell’architetto Walter–André Destailleur e con il nome suggestivo di Hôtel des Voyageurs), nelle sue sontuose sale ha infatti preso lezioni di musica Maria Antonietta, mentre la facciata ha assistito silenziosa alla decapitazione di Luigi XVI. Negli anni poi ha avuto ospiti illustri, come il presidente americano Roosevelt, Peggy Guggenheim, Charlie Chaplin, Andy Warhol e Madonna. Il suo stile neoclassico, con il maestoso colonnato corinzio e le sculture di Coustou, fanno dell’Hôtel de Crillon un monumento storico che solo alcuni tra i migliori architetti di Francia e del mondo potevano riportare all’antico splendore, traghettando contemporaneamente il palazzo nel cuore del XXI secolo, con i servizi all’avanguardia di una struttura di ultima generazione.

Fra conservazione e rinnovamento

L’hotel, acquisito dal gruppo Rosewood Hotels & Resorts, è un perfetto connubio di tradizione e innovazione, frutto del lavoro congiunto di architetti, designer, artisti e artigiani. A coordinare l’intero restauro l’architetto Richard Martinet, cui si deve tra l’altro il rifacimento della facciata e quello delle grandi reception room al secondo piano (entrambe classificate come patrimonio nazionale). Sotto la direzione artistica di Aline Asmar d’Amman è stata invece assicurata la coerenza del progetto di interior design affidato ai parigini Tristan Auer, Chahan Minassian, Cyril Vergniol e alla stessa Aline Asmar d’Amman con lo studio Culture in Architecture. Il concept – rievocare la storia dell’edificio con un tocco leggero e un pizzico di irriverenza parigina – è evidente nel rinnovamento degli spazi esistenti, caratterizzati da eleganza e comfort, e nelle nuove aree comuni che, in linea con la vocazione dell’hotel, celebrano quell’art de vivre tipicamente francese. Ovunque poi elementi d’arredo che hanno reso celebre la struttura, dai lampadari ametista ai decanter in oro e cristallo Baccarat.

Dieci gioielli chiamati suite

Ma il vero fiore all’occhiello dell’Hôtel de Crillon sono le signature suite, tra cui spiccano Les Grands Appartements, ovvero la Suite Couture e la Suite Concorde disegnate da Karl Lagerfeld. Lo stilista di Chanel e Fendi, moderna incarnazione del salottiere settecentesco, ha saputo infondere a queste intramontabili maison la sua visione, non priva di ironia, del garbo e dell’eleganza tipicamente francesi, evidente non solo negli arredi che lui stesso ha appositamente creato, ma anche negli accordi cromatici giocati sui toni del greige e nella scelta dei materiali, a partire dai marmi delicatamente sfumati presenti nei bagni. Il risultato è un “effetto wow” che rende questi spazi delle vere e proprie sale espositive, omaggio ai fasti del passato e agli spettacolari ricevimenti alla corte del re. Le restanti otto suite – la Suite Louis XV con la sua abbondanza di specchi, la Suite Bernstein dedicata all’omonimo compositore e direttore d’orchestra, la Suite Duc de Crillon, un tempo cappella privata della famiglia del Duca di Crillon e oggi dotata di raffinati mobili in pelle, la Suite Marie–Antoinette con i suoi decori grigio perla e i tocchi di rosa, i tre Ateliers d’Artistes, lussuosa versione couture della vita di poeti e pittori bohémien, e la Suite Jardin il cui marmo verde del bagno riecheggia i colori del giardino adiacente – non sono da meno: fornite tutte di arredi su misura, libri preziosi, oggetti d’arte e antiquariato, sono caratterizzate da un’estrema ricercatezza nella scelta dei materiali (circa 600, tra cui 40 tipi di marmo). La tavolozza spazia dal blu al marrone scuro fino al grigio – quello del cielo e delle nuvole di Parigi, delle colombe e della Senna – che contraddistingue il marmo di cui è rivestita la maggior parte dei bagni.

Atmosfere aristocratiche negli spazi comuni

Di grande interesse storico sono pure il Salon Marie–Antoinette, il Salon des Batailles e il Salon des Aigles, veri e propri monumenti che, con i loro alti soffitti, conservano inalterati il lusso e la raffinatezza tipici del XVIII secolo. A dare un tocco di estro e leggerezza all’intero complesso sono invece i cortili ideati dall’architetto paesaggista Louis Benech, mentre ospitalità francese e lifestyle parigino definiscono gli spazi della gastronomia, dal ristorante gourmet L’Ecrin, caratterizzato dal caleidoscopico lampadario dell’artista Nathalie Pasqua, specchi invecchiati e mobili sui toni del gesso e del cristallo di rocca, fino al bar Les Ambassadeurs, che illustra perfettamente il sottile equilibrio tra vecchio e nuovo che sottende la ristrutturazione del palazzo. Situato in una delle aree più antiche dell’hotel è poi il Jardin d’Hiver, le cui pareti in pietra di Mica costituiscono un elemento di rottura con il passato. Anche gli spazi dedicati al benessere e alla bellezza sono stati ridisegnati, a partire dalla splendida piscina che vanta un’opera muraria del ceramista Peter Lane e oltre 17.000 pezzi in oro che, come gemme preziose, splendono sul fondo della piscina.

Curiosità: La barbiera di Parigi

L’Hôtel de Crillon collabora con i migliori maestri francesi in grado di offrire servizi premium per la cura e la bellezza degli uomini. Tra questi spicca il Barber by La Barbière de Paris dove, in un ambiente raffinato, che non cela il proprio amore per l’universo automobilistico, il taglio della barba è supervisionato da Sarah Daniel–Hamizi, unico barbiere donna di Parigi, nonché autentico guru del grooming maschile, che conta clienti illustri ed è autrice del libro Barbes et Moustaches.