Vintage Charme all’Hotel Borgo Nuovo

A Chiaravalle c'è un piccolo hotel che unisce atmosfere Art Déco con la sapienza di maestranze locali. È l'Hotel Borgo Nuovo, un'oasi inattesa a pochi passi da Milano

di Alessia Delisi

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È una moltitudine di mani ad accogliere il visitatore nella hall dell’Hotel Borgo Nuovo di Chiaravalle, mani bianche come cicogne – le “ciribiriciaccole”, come si dice in dialetto milanese, che un tempo nidificavano sulla torre dell’Abbazia – svettanti verso l’alto e attraversate da un rosario che pian piano si sfila. Le hanno scelte i proprietari dell’albergo tra le tante opere che campeggiavano nello studio dell’artista Samantha Lina, che insieme a loro ha curato il progetto artistico di questo luogo di charme, capace di fondere in un’atmosfera da boudoir preziosi oggetti d’epoca e decorazioni realizzate da sapienti artigiani locali.

Atmosfere Art Déco

L’hotel, un’antica struttura agricola completamente restaurata, consta in tutto di sei camere e quattro suite, ognuna arredata con gusto vintage e una particolare predilezione per il trentennio che va dagli anni Dieci agli anni Quaranta del secolo scorso: ne sono un esempio i letti dalla testata in ottone lucido, ma anche le poltroncine in velluto verde e blu, come pure la scelta delle tappezzerie e delle carte da parati. Gli armadi inglesi con gli spazi perfettamente organizzati sono mutuati invece da collegi e club sportivi e si stagliano contro pareti color pavone illuminate splendidamente dalle lampade di Serge Mouille. L’atmosfera è intima e glamour e il riferimento all’Art Déco si mescola con l’omaggio a una Milano fatta di saperi e maestranze, oltre che di una predilezione per il design d’autore. Merito di Viviana Fedeli e Luca Puglia dello Studio Abnormal Design che hanno progettato gli interni scegliendo il binomio legno e ottone dorato, ferro grezzo e corten anche per gli altri spazi, a partire da quelli del bar e del ristorante che riprendono nelle forme – classiche e misurate, geometriche e antinaturalistiche – e nei colori lo stile delle camere.

Un dialogo inedito tra l’interno e l’esterno

Quello che appare come un hotel di charme, elegante, accurato, prezioso anche nella scelta dei materiali, rientra in un più grande progetto di riqualificazione dell’intero quartiere di Chiaravalle. L’obbiettivo era infatti quello di riunire l’Abbazia, intorno a cui un tempo ruotavano contesti agricoli e sociali, ricreativi e spirituali, all’antico borgo, così com’era in origine. In questa prospettiva si inserisce la scelta di introdurre negli spazi dell’hotel non solo i materiali, ma anche i cromatismi decisi e autentici che caratterizzano il luogo. Il dialogo tra il dentro e il fuori è serrato, come appare dalla posizione dell’ingresso della struttura, prospiciente il retro dell’Abbazia, dove un tempo sorgeva il Chiostro del Bramante. O dalla volontà di trasformare in suite i due spazi con le viste più suggestive, creando in una di esse un piccolo giardino esterno dotato di salottini in stile country chic. Il nome di Maurizio Bollettini, che a Milano è associato a fiori e piante accostate con la grazia di un pittore impressionista, firma tutta la parte outdoor della struttura, tra arredi délabré, colori polverosi, vasi in pietra, ceste di vimini e atmosfere da brughiera.

Opere site specific

Scie metalliche di rotaie che da sotto un ponte filano dritte verso l’orizzonte e poi terra, sassi e qualche arbusto fotografato qua e là tra le macerie di quello che all’inizio era soltanto un cantiere bianco: sono queste le immagini da cui ha tratto ispirazione l’artista Samantha Lina, chiamata dai proprietari a dare un tocco femminile e leggero a un progetto fatto di ferro e acciaio. Un caos primigenio dove a venire ricontestualizzati sono piccoli dettagli, forme, colori, ombre e contrasti che completano il disegno di ogni camera, formando un dittico fotografico – a cui si è poi aggiunto il racconto della cicogna, quasi una favola della buonanotte – che si offre all’interpretazione del viaggiatore che qui sceglie di sostare.

Disegni all-over e Katagami

All’Hotel Borgo Nuovo a rivestire le sedute, i divani e le poltroncine delle camere e degli spazi condivisi sono le tappezzerie della collezione Trevira di Rubelli. Così disegni all-over ispirati ai katagami, vere e proprie opere d’arte utilizzate in Giappone per tingere le stoffe per i kimono, si alternano a tessuti dalle sembianze naturali e a vibrazioni di linee, ora metalliche e ora fiammanti, che creano geometrie imperfette in cui è il colore a dominare, mentre il disegno quasi scompare.