Una trama di archi

Nel progetto dell’hotel Gloriette Studio NOA* reinterpreta secondo un linguaggio contemporaneo gli elementi decorativi tipici dell’Altopiano del Renon. E stabilisce un intenso dialogo con il paesaggio, che trova il suo culmine nella spettacolare piscina a sbalzo protesa verso la natura

Antonia Zanardini

Previous Next

A Soprabolzano, Studio Noa* – Network of Architecture – progetta Gloriette, un piccolo gioiello nato dall’attenta osservazione dell’architettura locale e teso a stabilire un intenso dialogo con il paesaggio, che trova il suo culmine nella spettacolare piscina a sbalzo protesa verso la natura.

Tratti caratteristici dell’edificio sono l’arco e il rombo, peculiari elementi decorativi dell’Altopiano del Renon, che si ripetono in tutta la composizione, e che sono il fil rouge dell’intero progetto. Tra gli elementi identitari anche gli archi in facciata, il tetto a padiglione e i tradizionali erker – i bow-window tipici dell’architettura del nord Europa – che con i loro segni decisi e i colori a contrasto visibilmente si sovrappongono alla facciata e, ancora una volta, dilatano lo spazio dell’edificio all’interno della natura.

Interessante anche il posizionamento dell´edificio, che ben si inserisce nel contesto topografico. Il volume ospita 25 camere, di cui sette suite con giardino, mentre l’area pubblica, con reception, lobby e ristorante dotato di terrazza panoramica, si affaccia sul grande parco verde ricavato al di sopra del garage interrato. Sul lato affacciato verso il giardino comune, il prospetto è caratterizzato da una sequenza di logge, sopra le quali si sviluppa il tetto a padiglione che, quasi come fosse un corpo a sé stante, ospita l’area wellness e l’iconica piscina a sbalzo.

Vistoso emerge anche qui l’elemento dell’arco come un guscio aggettante di color bronzo, che sfonda l’involucro del tetto e – posizionato asimmetricamente – pone un accento dinamico sull’architettura. Infatti, è proprio nella spa che il tema della geometria curvilinea viene esasperato attraverso l’inserimento di un cilindro bronzeo che parte dall’interno e si protende verso l’esterno, dissolvendosi progressivamente in un intreccio romboidale di elementi metallici.

Il progetto d’interni riprende, reinterpretandolo, il carattere Liberty degli edifici della zona, creando ambienti luminosi e ricchi di contrasti dove ricorre nuovamente il tema dell’arco, presente nell’elemento a specchio arrotondato alla base, nel camino della lounge e negli schienali delle sdraio sulla terrazza della spa. Gli arredi sono distribuiti creativamente negli spazi, valorizzati da eleganti imbottiti e oggetti d’epoca.

Per le aree comuni è stato scelto un pavimento in resina, la cui continuità funge da elemento di unione e collegamento, mentre la definizione funzionale degli spazi lounge e ristorante è affidata a una serie di isole con finitura di legno. L’articolazione delle superfici interne è sottolineata da pareti, pavimenti e soffitto rivestiti con un unico materiale e da un uso estensivo del legno che non appare mai rustico, ma nobile e uniformemente trasparente senza tuttavia risultare freddo.