Tokyo Blues

Nella capitale giapponese una vecchia casa di geisha rinasce a nuova vita grazie a un team di architetti, designer e artisti internazionali che fondono con sapienza modernità e tradizione. Per un’esperienza di ospitalità immersiva, totalmente “made in Japan”

di Alessia Delisi

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Recentemente inaugurato nella zona di Kagurazaka, a Tokyo, TRUNK(HOUSE) è uno spazio originale, un’esperienza di ospitalità immersiva e dinamica che un gruppo di innovatori del settore alberghiero giapponese ha realizzato in collaborazione con numerosi artisti e designer. Fondatore del concept TRUNK, Yoshitaka Nojiri e il suo team di progettazione hanno infatti rilevato una ex okiya (ovvero una “casa di geisha”) risalente agli anni Cinquanta, trasformandone i due piani che la compongono in un ambiente intimo e sorprendente, capace di offrire un soggiorno su misura e al tempo stesso valorizzare un pezzo di storia del Giappone in un quartiere – quello di Shinjuku – simbolo di una fiorente scena culturale.

Una casa di geisha, tra passato e presente

Oggetto di un accurato restauro conservativo, TRUNK(HOUSE) si vale della collaborazione dello studio di interior design giapponese Tripster che insieme a TRUNK Atelier ha selezionato le opere d’arte e gli esclusivi arredi che compongono la struttura. L’ingresso in pietra in stile genkan è stato riportato alla sua forma originale; accanto a esso, le pareti in malta grigia, i pavimenti a terrazzo scuro, i paraventi in carta, i soffitti dotati di pannelli in legno e una finestra decorativa di vetro colorato rileggono in chiave contemporanea l’architettura tradizionale dell’edificio. In sala da pranzo e in cucina poi, le lampade in ottone dell’azienda New Light Pottery riscaldano gli ambienti pacatamente definiti dai ripiani in marmo e da un lungo tavolo da pranzo in legno di rovere massiccio. Scodelle e utensili in ceramica formano l’opera d’arte che l’artista americano Tom Sachs ha creato per evocare, reinterpretandola, l’antica cerimonia del tè.

Capolavori di design nelle aree comuni

L’alternanza di pezzi di design internazionale e richiami alla tradizione nipponica continua nelle aree comuni. In soggiorno infatti i divani e le poltrone in pelle dell’americano Stephen Kenn dialogano con le lampade di Serge Mouille e con la celebre Potence, capolavoro di luce realizzata da Jean Prouvé nel 1950. La sala da tè con tatami, finestra a bovindo e cuscini da terra in pelle fa invece mostra di un tavolino di Charles e Ray Eames, della lampada da terra Cigar Lotus di George Nelson e di alcune opere dell’artista Chiaki Hirano. Un omaggio ai tipici bagni pubblici giapponesi è infine la vasca in legno di cipresso che un pittore di ukiyo–e (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”) ha arricchito con un dipinto che celebra lo stile di Hokusai, Hiroshige e Utamaro.

Il progetto di TRUNK(HOTEL)

Il concept che sta alla base dell’intero progetto è “vivi, gioca e lavora”, lo stesso che permea anche il TRUNK(HOTEL) che, con le sue 15 camere dal design essenziale, offre un’esperienza realmente “made in Japan” nel quartiere di Shibuya, a Tokyo. Ospitato all’interno di due edifici adiacenti, l’hotel vede il coinvolgimento di Monte Fuji Architects Studio che, oltre alla facciata in pietra grigia, ha realizzato l’area lounge servendosi unicamente di legno riciclato proveniente da vecchie case giapponesi. Ad accogliere il visitatore nelle camere sono poi i mobili firmati da marchi come Tokyo Cork Project, che lo proiettano in un mondo fatto di opere d’arte e piccoli dettagli preziosi.