Timeless revival

Lo studio di Gracinha Viterbo firma la rinascita dello storico Hotel Albatroz di Cascais. Un progetto che scommette sull’effetto nostalgia e sul fascino di ceramiche e azulejos

di Francesca Tagliabue

foto di Francisco Almeida Dias

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C’è stato un tempo in cui il borgo marittimo di Cascais era definito “la Gran Dama della costa portoghese” ed era frequentato da artisti e star di Hollywood, in cerca di relax sulle lunghe spiagge aperte verso l’Atlantico.

Tra gli alloggi più chic c’era il Grand Hotel Albatroz, perla dell’accoglienza lusitana dalla storia ricca di interessanti aneddoti ma che purtroppo, a causa di un calo del turismo, era stato dimenticato da diversi anni.

L’intervento coordinato dallo studio di Gracinha Viterbo ne segna finalmente la rinascita attraverso il recupero del singolare edificio e la creazione di nuovi interni in cui il blu e le sue infinite sfumature definiscono ogni dettaglio.

Per la prima inaugurazione della struttura nel 1940 gli allora proprietari dell’immobile, la famiglia Lancastre, convertirono la loro villa di inizio secolo al nuovo uso. Vennero fortunatamente salvaguardati i decori eclettici, che comprendevano motivi tratti dallo stile moresco e neo-gotico, combinati con influenze derivate dal locale stile neo-manuelino. Diversi dettagli dell’ex abitazione furono mantenuti, tra questi lo scalone in legno scolpito nella corte interna che collega tutti i livelli dell’edificio.

Oggi, lo studio Viterbo Interior Design ha optato per un intervento soft e rispettoso, che ha nuovamente preservato i caratteri più interessanti dell’antico edificio, su tutti i dipinti con i pellicani attualmente appesi nella lobby e il soffitto in legno del primo piano.

Il tocco in più della progettista è l’assoluta coerenza cromatica, che vede l’avvicendarsi in ogni sala e anche all’interno delle camere decine di sfumature di blu e azzurro a campire pareti, rivestimenti e complementi d’arredo.

Immancabili pertanto i tradizionali azulejos, prodotti dall’atelier Viúva Lamego, un’interessante realtà imprenditoriale che ha scelto di recuperare questa arte secolare. Le piastrelle con superficie smaltata e decorata rivestono ampie porzioni di pareti, o sono inserite come cornici o “punti di colore” nel pavimento in pietra di Lioz invecchiata.

La meticolosa cura dei dettagli passa anche attraverso la selezione di prodotti del territorio e arredi di piccoli brand locali. La gamma di tessuti, per lo più di produzione nazionale, comprende lini naturali impreziositi da ricami fatti a mano, utilizzati per rivestire le poltrone del ristorante e come paralumi delle lampade dall’aspetto d’antan.

Mentre nel bar, la scacchiera di ceramiche che riveste il bancone e il pavimento ha un mood marino, accresciuto dalle lanterne sospese e dalle lunghe doghe in legno che rivestono il soffitto come in una nave. Ultimo tocco: anche i tavolini artigianali hanno uno splendido piano in azulejos.