The Grand Poet

Il progetto di Stylt Trampoli per il Grand Poet Hotel a Riga, vicino alle sedi di ministeri e ambasciate, è un concept che unisce rigore, delicatezza e spirito bohemien

di Sabrina Bergamo

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Il Grand Poet Hotel è il primo albergo a cinque stelle per viaggiatori internazionali nel cuore della capitale lettone. Un tocco bohemien in un’area della città ricca di ambasciate e ministeri, dove il connubio tra spirito anticonformista e diplomazia ha dato vita al concept Diplohemia (diplomacy+bohemia) alla base del progetto realizzato dallo studio Stylt Trampoli per il gruppo Semarah Hotels.

Cinque gli edifici residenziali costruiti all’inizio del XX secolo da adattare alle esigenze dell’ospitalità attuale, ma rispettandone il valore storico. Stufe in pietra, caminetti, scale in legno, ringhiere e piastrelle originarie sono stati preservati e restaurati mantenendo intatta l’aura antica del luogo, proiettandolo tuttavia nel presente.

Le gradazioni di grigio tipiche del design scandinavo fanno da sfondo a elementi più eccentrici come le sedute, le lampade e i pavimenti. E ovunque un abile gioco di contrasti tra toni neutri e colori accesi, tra classico e moderno, tra eleganza e semplicità per ricreare un’atmosfera rigorosa ma allo stesso tempo fuori dagli schemi.

In una continua ricerca dello straordinario, a discapito della standardizzazione, che si ritrova anche nelle stanze, tutte diverse tra loro. Per accogliere gli ospiti con raffinatezza, discrezione e un pizzico di azzardo.

All’ingresso lo spettacolare lampadario accostato alla carta da parati a tutt’altezza crea un effetto wow. Proseguendo nella hall si trovano poi due zone separate da un passaggio centrale: da un lato divanetti morbidi abbinati a cuscini floreali e a lampade rivestite in tessuto per i momenti di relax, dall’altro sedute formali alternate a piani in pietra e lampade da tavolo per gli incontri di lavoro.

Quindi la diplomazia e lo spirito bohemien che si fondono all’interno del bar dando vita a un’esplosione di colori e dissonanze.

Nulla è lasciato al caso. Anche il corridoio diventa parte di questo mondo sorprendente, con una pavimentazione geometrica e lame di luce a parete che spezzano l’uniformità dei grigi e la serialità delle porte d’accesso.