Sorprendente Morpheus

Zaha Hadid Architects progetta a Macao un hotel stra-ordinario: un esoscheletro estruso nato da una modellazione parametrica per algoritmi. Un design unico e sorprendente, omaggio all’antica arte dell’intaglio della giada

di Laura Verdi

Foto di Ivan Dupont e Virgile Simon Bertrand

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Un esoscheletro portante che si estrude dalle fondamenta, un viaggio nell’immaginazione oltre i confini dell’architettura, frutto della visione oltre gli schemi di Zaha Hadid. È Morpheus: l’hotel di 42 piani e 780 camere, quinto resort di The City of Dreams a Macao, tra le destinazioni più popolari dell’intera Asia sul fronte dell’intrattenimento. “Il design è intrigante perché non ha alcun riferimento con l’architettura conosciuta e apre nuove frontiere di integrazione tra forma scultorea e struttura” afferma Viviana Muscettola di ZHA, project director di Morpheus. Forme fluide ispirate all’antica arte cinese della lavorazione della giada.

L’esoscheletro che sfrutta gli spazi

Il progetto nasce da due input precisi: le fondamenta di una preesistente costruzione, lasciata in embrione, e la richiesta del committente di ottimizzare e massimizzare l’utilizzo degli spazi. Nel 2013 l’idea dell’esoscheletro prende forma, per lasciare liberi il più possibile gli interni, assumendo una funzione portante per il rivestimento in 25.000 pannelli di vetro che costituiscono l’involucro dell’edificio. La forma a torre, obbligata dal basamento esistente, si sdoppia in due elementi verticali collegati da ponti sospesi dove vengono concentrate le attività pubbliche, in modo che la maggior parte delle camere, da 28 a 36 per piano, mantenga l’affaccio verso l’esterno. L’edificio si sviluppa per 160 metri con 42 piani in un mix di entertainment – i casinò che hanno resa famosa la città – food & beverage e spazi relax con piscina sul tetto al quarantesimo piano. La torre destra si riflette nella sinistra creando una dualità speculare lungo l’asse est-ovest, meno evidente invece è la specularità rispetto all’asse nord-sud.

All’interno del guscio

L’atrio principale al piano terra è uno spazio monumentale alto 40 metri, un’enorme caverna traforata avvolta da pareti nate dall’assemblaggio di triangoli in alluminio estruso che dialogano con l’esoscheletro esterno. Dall’atrio partono 12 ascensori panoramici, come capsule lanciate nello spazio. La reception disegnata in tre blocchi di marmo bianco ha una parete di fondo, bianca anche quella, che riprende il motivo a piramide dei desk. Dall’altra parte della reception, un’area lounge è protetta da un pavillion in alluminio piegato. Qui la progettazione architettonica si fonde con il light design – naturale e artificiale – per creare ambientazioni sempre nuove che cambiano al variare del giorno.

Nelle aree di collegamento delle due costruzioni verticali trovano collocazione le aree ristorante, in particolare il ristorante cinese occupa una delle posizioni più scenografiche di tutto l’edificio, con vista panoramica in un ambiente alto 23 metri. Particolari gusci realizzati in lamelle di foglie d’oro contengono le zone dining, garantendo privacy e comfort acustico. Gli sprinkler antincendio sono contenuti in totem disegnati su misura che si integrano nell’architettura.