Sense of Drama al St Regis Hong Kong

All’insegna dell’incontro tra Oriente e Occidente, il St Regis di Hong Kong dichiaratamente si ispira al primo St Regis costruito nel 1904 a New York. Un progetto di Andrè Fu che crea scenografie drammatiche e teatrali giocate sui chiaroscuri e su elementi oversize, a partire dalla hall

di Laura Verdi

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Sense of drama a Hong Kong nel nuovo St. Regis progettato da André Fu a Wan Chai, aperto in primavera in uno dei rioni più antichi della città, caratterizzato da negozi di rigattieri, dalla vecchia stazione di polizia e da un mercato in stile Bauhaus. Un quartiere dove ancora oggi è possibile immergersi in uno scenario architettonico stratificato, frutto dell’eredità e della tradizione di Hong Kong. “Volevo andare più in profondità rispetto agli stereotipi comuni dei templi, delle lanterne e attingere dai miei ricordi personali della città”, dice Fu, nato e cresciuto a Hong Kong. L’idea forte è stata quella di riferirsi alla grandeur del primo St. Regis a New York, realizzato nel 1904 da John Jacob Astor IV. Entrando si ha infatti l’idea di accedere a un palazzo privato di Manhattan dell’inizio del secolo scorso, ma con particolari del luogo.

Bottiglie da fiuto e infissi over size

L’atrio rispecchia la magnificenza dei palazzi newyorkesi, con imponenti muri rivestiti in marmo ed enormi lanterne che, insieme ai candelabri ispirati alle lampade a gas di fine Ottocento, creano chiaroscuri drammatici e teatrali. Porte oversize rivestite in pannelli di bronzo intarsiati segnano gli accessi a due stanze contigue in cui alti infissi, sempre in bronzo, tipici del periodo coloniale, drammatizzano ulteriormente le già elevate altezze.

Dalla hall gli ospiti possono salire al secondo livello passando attraverso un corridoio delimitato da classici pannelli in legno con un vestibolo verde giada che incornicia una enorme bottiglia da fiuto, un fuori scala dell’artista cinese Cao Yuan Hua.

Attraverso la porta della luna

Al secondo piano una grande area comune comprende la Great Room, la Drawing Room, il St. Regis Bar e il terrazzo. La Great Room, dalle altezze esagerate e con ampie vetrate che inondano di luce naturale lo spazio, è giocata sui toni dei grigi e del verde salvia, punteggiata da piante verdi che ricordano un giardino d’inverno, così inusuale a Hong Kong. La Drawing Room è caratterizzata da sedute vintage che creano invitanti aree relax e che conducono alla terrazza dove una vasca in pietra invita alla grande porta della luna, un elemento caratteristico dei giardini cinesi.

Ma lo spazio che più di ogni altro segna il punto di incontro tra New York e Hong Kong è il bar che, al contrario della magnificenza degli spazi adiacenti, è un ambiente raccolto, quasi esclusivo, reso ancor più intimo da toni caldi, dettagli in ottone, pannelli in rovere e rivestimenti in pelle color verde oliva. E proseguendo il gioco di rimandi e citazioni, il murale al centro del locale – opera dell’artista pechinese Zhang Gong – chiaramente si ispira a quello di Maxwell Parrish nel St. Regis a New York.

Le camere sono 129, tra cui 14 suite de luxe, due suite premium e una suite presidenziale. Tutte privilegiano spazio e comfort e gli interni sono il risultato di un sapiente mix tra classico e moderno con influenze culturali proprie della formazione di André Fu e strettamente legate a Hong Kong. I colori sono il bianco, il tortora, le tonalità calde dei grigi e il malva delle coperte, mentre tappeti, arazzi e selezionate opere di artisti locali contribuiscono a creare atmosfere sofisticate e, al tempo stesso, calde, di avvolgente accoglienza.