Scarlet Lady by Concrete

Studio Concrete rompe gli schemi disegnando un’imbarcazione unica, con pista da running rosso fuoco a picco sull’oceano. Per vacanze all’insegna del buon design

di Francesca Tagliabue

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La compagnia statunitense Virgin Voyages, parte di Virgin Groups di proprietà del miliardario Richard Brandson, propone viaggi che scommettono sul “moderno romanticismo della navigazione” e, grazie alla collaborazione con grandi firme dell’architettura internazionali, personalizza le gigantesche navi con soluzioni innovative.

Dopo aver lavorato con Tom Dixon’s Design Research Studio di Londra e con Roman and Williams di New York, è stata recentemente ultimata la nave Scarlet Lady con architettura e alcune aree pubbliche dei ponti 15 16 e 17 firmate da Concrete Architectural Associates.

I livelli curati dai professionisti olandesi sono – a oggi – dotati della più grande piscina Jacuzzi sul mare e di una pista da jogging  panoramica, di colore scarlatto, che passa in maniera spettacolare proprio davanti alla plancia di comando.

La passeggiata panoramica è un anche un punto di osservazione privilegiato per guardare l’orizzonte e un balcone affacciato sull’Aquatic Club del livello 15. Trattato come uno yatch di altissima gamma, il solarium della zona acquatica si sviluppa attorno alla maxi piscina insolitamente ovale (che la sera si trasforma in pista da ballo) con sdraio e lettini imbottiti disposti su un pavimento in legno.

Relax e sport sono un’accoppiata che ritorna in tutta l’area, dove zone per l’allenamento all’aria aperta – un campo da basket, un ring per praticare la box, una scacchiera su scala gigante – una palestra attrezzata e una sala per lo yoga si aprono verso le aree con sdraio e sedute. La stessa filosofia è alla base del bar sagacemente battezzato Gym and Tonic, un calembour che non ha bisogno di spiegazioni.

Una nave da crociera può essere paragonata a un’intera città galleggiante, pertanto non possono mancare locali con mood e offerte gastronomiche differenziate. Concrete Architectural Studio ha progettato Test Kitchen del ponte 8, in parte scuola di cucina e in parte ristorante per assaggiare portate molecolari e fortemente sperimentali. Gli interni che strizzano l’occhio a quelli di un laboratorio scientifico e i camerieri con camice creano l’atmosfera perfetta.

Più urban invece il Razzle Dazzle, tavola calda “di classe” concentrata sul proporre versioni gourmet dei più classici comfort-food americani. Il decoro black&white a strisce che riveste senza soluzione di continuità pareti e pavimento si ispira a una tecnica mimetica diffusa nella Prima Guerra Mondiale (chiamata appunto razzle-dazzle) che prevedeva di dipingere gli scafi con motivi bianchi e neri al fine di confondere gli osservatori che, per un curioso effetto ottico, non riuscivano a stimare con precisione la distanza, la velocità e la grandezza dell’oggetto.