Non Standard Hotel

“Un edificio industriale sepolto nel cuore di un bosco”: con queste parole lo studio russo Nefa Architects ha descritto lo spazio in cui si è ritrovato a immaginare il nuovo NON-Standard Hotel di Pirogov

di Raffaella Oliva

foto di Ilya Ivanov

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“Un edificio industriale sepolto nel cuore di un bosco”: con queste parole lo studio russo Nefa Architects ha descritto lo spazio in cui si è ritrovato a immaginare il nuovo NON-Standard Hotel di Pirogov, vicino a Mosca, nel territorio di un golf club.

L’idea iniziale è stata quella di mettere a punto un albergo dalle caratteristiche uniche, con l’obiettivo di soddisfare le richieste dei proprietari. Richieste piuttosto precise, dettate dalla volontà di trasformare la struttura preesistente in un luogo affascinante, capace di sorprendere gli ospiti con giochi materici, illusioni ottiche, inattesi accostamenti cromatici.

Un hotel non convenzionale, come suggerisce il nome, progettato con estro a partire dalla sua suddivisione in due aree, una riservata alla zona notte e una destinata alla vita sociale e all’intrattenimento della clientela.

Per rispondere alle suddette aspettative, i designer di Nefa Architects hanno, dunque, dato sfogo alla fantasia, cercando, sì, di preservare lo spirito industriale in cui andavano ad agire, ma sperimentando nuove soluzioni architettoniche e osando fino a trovare un equilibrio tra materiali grezzi e metallici quali il calcestruzzo e il rame ossidato ed elementi nobili e indubbiamente più costosi come il marmo e un bellissimo vetro fuso veneziano.

Quest’ultimo, in particolare, è stato utilizzato in modo innovativo sulla base di una suggestione fortuita: “Abbiamo trovato un pezzo di vetro fuso su un tavolo, in un laboratorio dell’Accademia di design e arti applicate moscovita, la Stroganovka, e discutendo sul suo possibile uso ci siamo resi conto che poteva essere sfruttato e lavorato in una maniera nuova”.

Nelle aree comuni e nella stupenda piscina del NON-Standard Hotel il materiale che ha reso celebre in tutto il mondo l’isola di Murano è diventato, così, il protagonista di un ambiente ricco di effetti scenografici ottenuti giocando con le trasparenze, la traiettoria della luce, le sfumature di colore.

In seguito a un bando pubblico una società russa, la Nickel Collective, è stata selezionata per aver sviluppato il sistema più funzionale per fissare le lastre di vetro – verdi, gialle, rosse e azzurre – e ricoprire le pareti dell’edificio esaltandone l’altezza e creando in esse delle sezioni da cui osservare il paesaggio circostante.

Percorrendo questa via si è dato vita a un dialogo tra interno ed esterno, in un albergo ispirato agli art hotel olandesi, dal New York di Rotterdam al Winston di Amsterdam.

Ecco, allora, nella parte riservata alle camere da letto, decorazioni murali in bianco e nero optical dall’effetto psichedelico oppure multicolore in stile Pop Art, vedi la parete gialla con bocche alla Andy Warhol.

Vi si aggiungono muri rivestiti con frammenti di container rimodernati, pavimenti e superfici in legno, vasche da bagno che omaggiano tinozze d’altri tempi. A fare da guida, un gusto estetico poliedrico e trasversale, che stimola gli occhi fondendo diverse tendenze dell’interior design, all’insegna di una contaminazione che non annoia.