Monumental Porto

La nuova vita di uno dei più begli edifici storici di Porto. L'hotel Monumental Porto oggi richiama i fasti di un tempo con una profusione di marmi, specchi, velluti, stucchi, legni preziosi, lacche e dorature di chiara ispirazione Anni 30, in un mix di stili che evocano tanto l'Art Nouveau che l'Art Déco

di Paola Vallatta

foto di Francisco Almeida Dias

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È un ritorno all’età dell’oro, all’epoca in cui i caffè di Porto erano di gran moda e accoglievano orchestre e ricchi viaggiatori e, al tempo stesso, giovani studenti che venivano a riscaldarsi e a trascorrere le giornate al caldo e al riparo: la nuova vita di uno dei più begli edifici storici del centro città, l’hotel Monumental Porto, richiama i fasti di un tempo.

«Essere moderni è vivere con il proprio passato» dice Artur Miranda, che, insieme a Jacques Bec, è alla guida di Oitoemponto, lo studio di interior design e architettura che si è occupato della ristrutturazione dell’albergo. I due hanno avuto carta bianca e si sono occupati di tutto, dall’architettura d’interni, alla decorazione delle camere, agli spazi comuni… E tutto è stato disegnato specificamente per questo albergo, curando il minimo dettaglio, dai mobili agli accessori. Due le eccezioni che confermano la regola: il lampadario dell’ingresso di André Arbus e le panche di Josef Hoffmann.

Così, dell’immobile originale, costruito nel 1923 dall’architetto italiano Michelangelo Soà, resta oggi quasi solo la facciata neoclassica, ma la sfida raccolta da Oitoemponto era precisamente quella di «reinterpretare il glorioso passato di Porto in chiave contemporanea, sia nei volumi che nello stile e nell’uso». Ed ecco la profusione di marmi, specchi, velluti, stucchi, legni preziosi, lacche e dorature di chiara ispirazione Anni 30, in un mix di stili che evocano tanto l’Art Nouveau che l’Art Déco.

Le camere

Ciascuna delle 63 camere (40 superior e 23 deluxe) e delle 13 suite (9 Audacieuse, con una superficie da 28 a 87 metri quadrati) ha una propria personalità ed è diversa da tutte le altre: molte giocano sui volumi, in particolare sui soffitti altissimi, e dispongono di un soppalco. Le moquette, a stampe talvolta dai colori audaci, creano ipnotici effetti tridimensionali. Il dettaglio di stile? I numeri delle camere in smalto, che richiamano i numeri civici di certe strade di Porto.

All’interno dell’albergo ci sono un Bar Américain, un ristorante per gourmet – Le Monument, con uno chef francese, Julien Montbabut – sovrastato da un piano-balcone che si trasforma in sala per la colazione, un café-brasserie – il Café Monumental, che si apre verso l’esterno e ha un lussuosissimo camino del XVIII secolo, scovato a Londra, sormontato da una scultura in legno dorato con Nettuno e una bella giovane, una biblioteca – decisamente Anni 30, con muri rivestiti in legno laccato e 3500 volumi antichi in svariate lingue – e una spa – Le Monumental Nuxe Spa, aperta dalle 9.30 alle 20. Fiore all’occhiello della spa, dall’allure Anni 70, è la piscina con ceramiche azzurre che si riflettono nell’acqua, un muro liquido, colonne di marmo e pavimenti in mosaico.

La palette di colori scelta si scurisce salendo piano per piano: al pianterreno i toni sono generalmente più chiari, talvolta in contrasto con colori forti e decisi come il bordeaux-porpora dei divani d’ingresso, caratteristica di stile tipica di Oitoemponto, perché sono le aree meno luminose. Nelle camere gli ori vengono stemperati nel grigio, il bianco e nero Art Déco regna sovrano, i verdi richiamano acque profonde e smeraldi e fanno talvolta eco a rossi pompeiani. Un po’ come nell’età dell’oro.