Monte Uzulu

Il team composto da Alan V. Favero di Taller LU´UM, Mariana Ruiz di At-te e Tiago Pinto de Carvalho firma un progetto di hospitality delicatissimo, concepito per il relax. Un hotel immerso nel verde e costruito nel pieno rispetto della natura

di Francesca Tagliabue

foto di Manuel Zúñiga ed Elke Frotscher

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Un luogo unico lontano dal logorio della vita moderna, un posto quasi magico in perfetto equilibrio tra natura selvaggia e comfort raffinato. Questa l’essenza di Monte Uzulu, un boutique hotel costruito tra la rigogliosa giungla tropicale e l’oceano a Oaxaca, in Messico, nella piccola cittadina di pescatori di San Augustillo.

Il progetto, portato avanti a più mani da Alan V. Favero di Taller LU´UM, Mariana Ruiz di At-te e Tiago Pinto de Carvalho, scommette sulla ricerca della perfetta armonia tra uomo e ambiente, tra paesaggio e intervento antropico. Il suo nome deriva dalla parola “gusulù” che, in dialetto zapotec, significa “inizio”. Monte Uzulu simboleggia quindi una nuova partenza, per un turismo più rispettoso e slow.

L’edificio è stato costruito adattandosi alla topografia locale e assecondando i pendii delle colline che digradano dolcemente verso il mare. Il risultato è un manufatto dai colori terrosi, circondato da alte piante e arbusti.

Ma non è solo una questione estetica, perché dietro la sua semplicità l’architettura nasconde accorgimenti per il risparmio energetico e delle risorse, su tutti un sistema di riciclo delle acque piovane che evita lo spreco idrico.

Monte Uzulu trasmette immediatamente sensazioni positive, legate a concetti olistici come pace e tranquillità. Le undici camere per gli ospiti, con grandi aperture e un contatto diretto con la vegetazione, sono alloggi semplici ed essenziali, dotati di uno charme bohemien ma in chiave sudamericana.

Tutti gli arredi sono stati realizzati artigianalmente con materiali sostenibili – legno, paglia intrecciata, cotone locale – e perfino i prodotti per il bagno sono completamente biodegradabili e green.