Mama Shelter Belgrado

Parla il linguaggio dell’ibridazione di stili e culture Mama Shelter Belgrade, ultima e più recente perla del brand nato dall’esperienza della famiglia Trigano e dalla creatività visionaria di Philippe Starck. Incastonato in una terra di mezzo in perenne divenire come la Città Bianca, la nuova location è fusion e multiforme, pensata per una clientela casual, ma attenta allo stile

di Roberto Negri

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Terra di contrasti e passioni, di conflitti e rinascite. In perenne alternanza fra i silenzi senza tempo dell’Est e la solarità mediterranea. Questi sono i Balcani, e Belgrado, la città scelta per l’apertura del nuovo Mama Shelter, ne è idealmente l’epitome. La sua storia – anche recente – ricca di contraddizioni, cadute e resurrezioni, diventa non casualmente ultimo palcoscenico in ordine di tempo di un concept le cui ormai numerose declinazioni internazionali seguono il filo conduttore di una ricercata fusion fra identità locale e stile cosmopolita. E’ la stessa denominazione scelta dai suoi creatori, la famiglia Trigano – un nome che significa anche Club Med – e il filosofo francese e urbanista Cyril Aouizerate, a enunciarne l’ispirazione: boutique hotel di tendenza ma dallo spirito casual, ricercato nello stile ma accogliente e intimo. E, non ultimo, alla portata di tutti.

Atmosfere imperiali, stile cosmopolita

Dei contrasti della capitale serba il nuovo Mama Shelter fa cifra distintiva e filo conduttore sotto ogni aspetto. A partire dalla location, la centralissima Kneza Mihaila, la più importante arteria pedonale della “Città Bianca” che si snoda lungo la Sava nell’alternarsi tra la raffinatezza delle architetture imperiali austroungariche e il rigore austero del Brutalismo figlio del periodo della ricostruzione postbellica sovietica. Segni urbani di inconfondibile personalità, oggi ibridati dalla modernità dei nuovi grattacieli che stanno trasformando le riviere dei due fiumi cittadini, la Sava e il Danubio, in centri pulsanti della socialità e dello shopping.

E’ questo l’humus in cui è fiorito nel marzo di quest’anno Mama Shelter Belgrade, l’ottavo del brand, che come i predecessori porta una firma di prestigio, quella dell’interior designer brasiliano Amor Jalil, allievo di Philippe Starck, il cui progetto è tutto un omaggio alla storia millenaria della capitale serba. Sul telaio del concept ideato dalla famiglia Trigano – boutique hotel di design, ricercati ma informali, abbordabili e rivolti a ospiti di ogni generazione e cultura – Jalil ha intessuto un racconto materico e cromatico che ripercorre le mille suggestioni e gli influssi della capitale serba. La dominazione ottomana ricorre nelle reminiscenze orientali dei tappeti kilim e nei vivaci colori dei corpi illuminanti che ne impreziosiscono le aree comuni, mentre la grafica rigorosa delle stampe vintage, l’essenzialità di alcuni motivi decorativi sapientemente collocati, le tinte opache e il vintage asciutto ma accogliente dei sofà omaggiano apertamente, rielaborandola, l’estetica del blocco sovietico. A sintetizzare il tutto l’inconfondibile contaminazione pop di segni e stili che è il marchio di fabbrica del padre spirituale dei Mama Shelter, Philippe Starck, di cui Jalil qui offre una declinazione personale che bene interpreta la vocazione di una città in continuo divenire e aperta alle trasformazioni.

Gli spazi

Mama Shelter evoca un concetto di ospitalità che è insieme familiare, avvolgente, “casalingo” nel senso migliore del termine, ma che ha alle spalle tutta la ricercatezza estetica e formale di un design capace di interpretare con creativa lucidità lo spirito del luogo di ogni location. Non fa eccezione la new entry belgradese, con le sue 125 camere distribuite su quattro piani che ruotano intorno al baricentro della grande sala da pranzo, affacciate da un lato sul Kalemegdan, il parco della grande Fortezza di Belgrado, dall’altro sulla pedonale Kneza Mihaila, via dello shopping e punto di incontro e di socialità. Socialità che permea anche gli spazi comuni, dagli oltre 500 metri quadrati della terrazza all’ultimo piano, che offre una eccezionale vista su uno degli scorci panoramici più belli della città, agli enormi tavoli della sala da pranzo, che con le loro dimensioni sono un invito alla convivialità e alla contaminazione fra lingue e culture, nella più tipica tradizione dei Balcani. Un luogo dove sentirsi come a casa ma allo stesso tempo aperti al mondo, nel cuore di una città “mai davvero conclusa, ma in eterno divenire”, come la racconta uno dei suoi migliori cantori, il premio Nobel Ivo Andrić.

Mama Shelter: una MAMA dappertutto

Più di mille camere, otto ristoranti, uno staff di 600 collaboratori dislocati in otto città e cinque paesi. I numeri certo non sono tutto, ma in questo caso testimoniano lo straordinario successo di Mama Shelter, il concept creato nel 2011 dalla famiglia Trigano e affidato alla creatività visionaria di Philippe Starck che è divenuto sinonimo di una formula di ospitalità capace di creare luoghi atipici e di forte personalità, ma in cui tutti possono sentirsi a casa.

Ognuno degli otto Mama Shelter racconta con una visuale originale lo spirito della città in cui si trova, cogliendone le più genuine influenze e suggestioni: l’atmosfera autentica del quartiere Saint Blaise di Parigi, i colori mediterranei di Marsiglia, il culto per la gastronomia di Lione, la venerazione di Bordeaux per il vino, la magia di Los Angeles, il ritmo di Rio de Janeiro, il fascino mitteleuropeo di Praga e, oggi, l’atmosfera senza tempo di Belgrado.