Maison de la Luz

Un viaggio stanziale nell’anima spirituale, noir e sensuale di New Orleans. In quel mix unico e straordinario di cultura francese, spagnola e africana

di Paola Camillo

foto di Stephen Kent Johnson

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Durante questo progetto ho dovuto affrontare le mie stesse paure”, scherza l’interior designer Pamela Shamshiri a proposito dei verosimili serpenti di metallo che si snodano nelle cabine doccia del nuovo Maison de la Luz a New Orleans. La guest house, concepita come ricercata dependance del vicino ACE hotel, riflette una delle dimensioni principali della Big Easy: l’intrigante senso di mistero della cultura sciamanica e mistica, le paure ancestrali e il loro superamento attraverso l’arte e la musica, in una festa globale e altamente sedutttiva che inebria le strade e lo spirito.

Celebrando il folklore della Louisiana

Maison de la Luz è una sinfonia di rimandi alla cultura locale. L’hotel trova posto in un massiccio palazzo istituzionale del 1908: nelle camere da letto basta strizzare gli occhi per riconoscere piccole teste di draghi, lumache, fiori di magnolia, mele e altri simboli di rinascita del folklore della Lousiana, tra i motivi della carta da parati.  “Quel simbolismo fa parte di questa città”, dice Pamela Shamshiri che insieme al fratello Ramin ha fondato a Los Angeles l’omonimo Studio Shamshiri “e ha la sua origine nel mix straordinario di cultura francese, spagnola e africana”.

Maison de la Luz si svolge come un racconto, con luoghi e tempi che si avvicendano: la lounge per la colazione è immersa in un freschissimo decoro floreale blu e bianco, mentre nelle camere da letto aleggia quel senso di relazione con la città, che accompagna la notte e i sogni declinandosi in tavoli di rame decorati da segni zodiacali, elaborate vasche da bagno in mosaico, tappeti raffiguranti teste di tigri e piramidi. Ci sono anche opere di artigiani e artisti locali come le tele allegoriche di Rebecca Rebouché, inondate di uccelli, serpenti e alligatori in un’atmosfera sognante e sospesa in cui si respira New Orleans.

Mix di mood e culture

Questa città è un insieme di culture, lingue, storie e tradizioni, e Maison de la Luz ne abbraccia lo spirito in tutta la sua complessità”, dice Kelly Sawdon, brand officer di Ace Hotel Group, che ha curato il concept dell’hotel. “Insieme a Studio Shamshiri abbiamo giustapposto e stratificato quegli aspetti non convenzionali che rispecchiano le singolari energie di New Orleans”.

Il mix decor che si trova in Maison de la Luz è un viaggio stanziale nell’anima spirituale, sensuale e noir della Lousiana.  Pamela Shamshiri ha potuto raccogliere e assimilare il vasto repertorio di iconografie grazie una sensibilità estetica maturata durante una vita sempre in viaggio. Nata in Iran, da padre di Teheran e mamma romana, ha lasciato il suo paese a soli nove anni, stabilendosi in California, a Los Angeles, dove ha aperto il suo studio.

Il racconto di Maison de la Luz termina di notte nella lussuria festosa di Bar Marilou, il drink lounge dell’hotel aperto al pubblico e accessibile per gli ospiti dell’albergo attraverso un passaggio segreto, un piccolo speakeasy, dove indugiare prima della festa. Qui l’ambiente è un’esplosione di gioia, un inno alla vita nelle sue passioni così come nelle sue tensioni. Il rosso scarlatto inonda l’immensa libreria a parete, dando una sferzata di energia ai dettagli che, dalle maschere africane alle sete vintage di Hermes e le poltroncine anni ‘40, coreografano lo spazio. Ed è come essere in una scatola di specchi: con un hotel che è intriso senza compromessi della città che lo ospita. Una città che riflette il ciclo perenne della vita, nella complessità e nel piacere.