La Planque, un rifugio segreto a Parigi

La Planque è un albergo nascosto tra Place de la République e Belleville, lontano dalla pazza folla di Parigi. Un progetto dello studio Desjeux Delaye all’insegna della singolarità, dell'unicità e del dettaglio infinitesimale

di Paola Vallatta

foto di Nicolas Anetson

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La Planque, ovvero il nascondiglio, il rifugio, l’indirizzo segreto, se si vuole: la cifra stilistica del nuovo boutique hotel, realizzato dal tandem di architetti composto da Daphné Desjeux e Dorothée Delaye, si annuncia già dalla scelta del nome. La Planque è un albergo, nascosto tra Place de la République e Belleville, lontano dalla pazza folla: un’oasi di tranquillità in un quartiere ricco di vita.

Dall’esterno, le due grandi vetrine, affacciate su una vietta discreta, mostrano un salotto accogliente, che sembra quello di una casa privata. Potrebbe essere anche una pensione familiare : esterno verde salvia, luci calde, bozzolo di comfort, tra divani e sedie in velluto e in rattan, tavoli in legno massiccio e scuro: tutto invita a varcare la soglia. Sono gli ingredienti della ricetta segreta dello studio d’architettura Desjeux Delaye: la ricerca della singolarità, dell’unicità, del dettaglio infinitesimale; la contrapposizione tra misura, linee rette e nitore, e il fuori misura, l’eccezione, il sorpassamento dei limiti. Per esempio: dietro al bancone della reception, che è un vecchio banco da lavoro da confettiere, c’è una grande finestra circolare, una sorta di gigantesco oblò da cabinet de curiosité, che dà su un angolo relax con tavolini, sedie e una grande poltrona in rattan. A sinistra dell’entrata, poi, c’è un’area bar e sul fondo, dietro la lobby, la «planque de La Planque», il luogo più segreto dell’indirizzo segreto: la biblioteca sotto il lucernario, con la grande libreria d’antan che si affaccia su un patio dai muri rosati e dal pavimento in zellige blu notte, pieno di piante rigogliose.

Sofisticato e rétro

Un’altra delle peculiarità che caratterizzano Daphné Desjeux e Dorothée Delaye è l’accostamento di vecchio e nuovo, sofisticato e rétro, e l’introduzione di elementi d’arredamento dalle linee decise e dalla grafica geometrica. Come la lampada-icona dell’hotel, una lunga applique ovale che si intravvede al pianterreno ma si ritrova in ogni camera, incastrata nella testata dei letti: si chiama «L’Hypocrite», l’ipocrita, ed è stata disegnata dalle due designer. Proprio come altre applique (c’è pure «Le Nerveux», il nervoso) e alcune delle lampade, le già citate sedie in velluto e le testate del letto composte da ovali in velluto disposti in orizzontale.

Anche per altri aspetti le 36 camere riflettono l’atmosfera da casa di famiglia benestante d’altri tempi che si respira nella lobby: la chicca di modernariato è, per esempio, il telefono a muro, un vecchio modello a rotella che sovrasta la piccola scrivania in marmo bianco. La gamma dei colori nelle stanze oscilla tra i grigi e i cammello, in sfumature diverse, accese da sobri arancioni e da differenti tonalità di verde.

Dopo aver terminato la realizzazione di questo piccolo gioiello-rifugio il duo Desjeux Delaye ha molti altri lavori in corso: il restyling di un albergo a Formentera, di un ristorante e diversi hotel a Parigi e la ristrutturazione di appartamenti d’eccezione, tra cui figura anche una villa ai Caraibi, a Saint-Barthélemy.