K5 a Tokyo

A Tokyo, un edificio degli anni Venti è stato abilmente convertito al settore dell’ospitalità. Un progetto dello studio svedese Claesson Koivisto Rune

di Sabrina Bergamo

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Nuova apertura a Tokyo: il K5, un microrganismo che combina hotel, ristoranti, wine bar, coffe shop e altri ambienti, situato nel cuore del quartiere finanziario a pochi passi dalla stazione centrale. Nel progetto dello studio svedese Claesson Koivisto Rune spazi e funzioni si mescolano seguendo il concetto giapponese di Aimai, ossia di ambiguità intesa in maniera positiva, come fondamento dell’armonia sociale.

Quindi nessuna divisione netta ma una serie di aree dai bordi e confini indefiniti che si prestano a diverse azioni e che si trasformano durante la giornata. Così la libreria entra a far parte del bar, la hall diventa un negozio di fiori e prosegue in enoteca e ristorante.

I materiali utilizzati riprendono la tradizione nipponica e si integrano nel rispetto dell’edificio esistente. Il pavimento originale in cemento grezzo è stato arricchito con nuovi rivestimenti che ne riprendono la texture mentre il legno di cedro e lo stucco conservano l’autenticità del luogo e il legame con il passato.

I progettisti in questo caso si sono confrontati anche con il contesto: la presenza di molte piante in vaso sopperisce alla mancanza di vegetazione nel quartiere, mentre sul retro i vetri colorati dei corridoi sfruttano la posizione trafficata e, filtrando le luci delle automobili, restituiscono un suggestivo effetto caleidoscopico.

Una ventina di camere ai piani superiori riprendono l’idea generale di Aimai e di fluidità dello spazio. L’elemento principale è il letto che viene posto al centro della stanza lontano dalle pareti, velato da una grande colonna in tessuto che scende dal soffitto. Altri arredi disegnati su misura si posizionano qua e là come piccoli satelliti mantenendo i muri perimetrali liberi. Si ottiene così un’atmosfera ariosa e dinamica. Le vivaci sfumature di indaco del tendaggio riprese anche nei divani vengono bilanciate dagli elementi in legno e dai piccoli accenti di rosso nelle poltrone o nei tappeti, il tutto inserito in un involucro dai toni neutri e inondato dalla luce naturale.

I leggeri divisori in cedro che separano la zona notte dal bagno e la trasformabilità del letto e di conseguenza della percezione generale della camera richiamano il senso di continuità e compenetrazione voluto dai progettisti nell’intero percorso di K5.

Il risultato finale di questa totale fusione degli spazi è un’ospitalità discreta, versatile e accogliente. L’Aimai si è rivelato la carta vincente per realizzare un piccolo gioiello giapponese.