Il sogno del MOB Hotel

Un innovativo hotel parigino che si vale della collaborazione di Philippe Starck per dare vita a un luogo finora soltanto vagheggiato da umanisti e filosofi. Dove condividere idee e scoprirsi parte di un progetto universale

di Alessia Delisi

foto di Paul Bowyer

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Più che un hotel, un’utopia, un’isola felice dove accarezzare il sogno di una società armonica e perfetta. Lo recita orgogliosamente nel suo manifesto il MOB Hôtel di Parigi e lo afferma Cyril Aouizerate, alchimista e fondatore di quella che sarebbe riduttivo definire una semplice struttura. Perché al MOB Hotel non si offre solo una camera, ma la possibilità di entrare in una sorta di Comunità, un luogo vagheggiato dai filosofi dove condividere orti e cultura e in cui artisti, designer e imprenditori di tutto il mondo possono far nascere e crescere i loro progetti.

Un’utopia firmata Philippe Starck

Imboccando la rue Gambetta, un edificio di mattoni rossi che ricorda una vecchia fabbrica invita a entrare attraverso un’imponente porta di colore arancione. Tutt’intorno campane buddhiste illuminano il terreno, mentre tre grandi ruote di preghiera tibetane rassicurano sul futuro. Il MOB Hotel si apre con il suo piccolo negozio di alimentari e la reception, dove campeggiano i ritratti di coloro che hanno reso possibile il progetto, Cyril Aouizerate anzitutto, ma anche Glyn Aeppel (fondatrice di Glencove Capital ed ex partner di Standard Hotel), Steve Case (fondatore di AOL e Revolution LLC), l’imprenditore Michel Reybier e Philippe Starck, che ha immaginato interni accoglienti e stimolanti. Qui è possibile lavorare, guardare film, ascoltare musica con gli altoparlanti Bang & Olufsen e addirittura farla, ma con strumenti esotici, come il piano africano o la chitarra manouche. I prodotti proposti dallo shop, oltre a essere biologici, seguono la filosofia del chilometro zero, riducendo l’impatto sull’ambiente e sostenendo l’economia locale. Poco più in là invece due negozi pop up accolgono le creazioni di giovani imprenditori che condividono con il MOB Hotel gli intenti utopistici e libertari.

Minimalismo a tinte soft

Scale di marmo nero conducono alle camere, dove a farla da padrone è un minimalismo a tinte pastello pensato dall’agenzia francese di Kristian Gavoille e Valérie Garcia: semplici arredi in legno dialogano con la drammaticità di tende di velluto rosso, mentre la carta da parati damascata cela, come uno scrigno prezioso, cimeli provenienti da altri tempi e altri luoghi. Lo spazio è ulteriormente racchiuso da piccole lampade a sospensione che creano un ambiente da boudoir e definiscono angoli di meditazione e cura. Ovunque poi libri, per stimolare, sorprendere e far innamorare, perché qui cultura e condivisione sono gli unici veri valori che valga la pena mettere in mostra. Non a caso lo sviluppo di altri otto MOB Hotel, previsto per i prossimi cinque o sei anni in Europa e negli Stati Uniti, non è dettato dal desiderio di creare una catena, ma un movimento di cooperazione virtuosa capace di accogliere nuovi attori e far circolare idee di fratellanza universale.

All’esterno, un giardino per sempre

Il segreto di MOB Hotel è tutto racchiuso negli spazi condivisi, a partire dai grandi tavoli in legno e da quelli più piccoli in marmo nero dove viene servita la cena (rigorosamente con prodotti di stagione, secondo la stessa filosofia dello shop), nel camino attorno al quale sedersi per ascoltare o raccontare una storia e infine nel bar che con i suoi bagliori metallici richiama alla mente i tipici colori di Parigi. Grandi finestre vetrate, di gusto newyorkese, lasciano vedere gli orti, il barbecue, il bar all’aperto e soprattutto il giardino. Qui si mangia, si beve e si trasmettono film. Ma da qui anche si ha accesso a Kolkhozita, uno spazio che ospita creativi, aziende e associazioni, li mette in contatto e ne promuove il talento, anche grazie alla scuola di moda franco-brasiliana Casa Geração, al supporto di Adidas e a quello di Jean-Paul Gaultier. Qui infine il visitatore riceve, in cambio del suo soggiorno, un giardino in miniatura, copia perfetta di un’esperienza che promette di durare nel tempo e nella memoria.