Il rifugio secondo Snøhetta

Snøhetta realizza un audace albergo in quota, concepito per accogliere impavidi escursionisti tra le incontaminate vette norvegesi

di Francesca Tagliabue

foto di Jan M. Lillebø e Ketil Jacobsen

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Inserito armoniosamente in un panorama mozzafiato, adagiato su un piccolo altopiano e affacciato in direzione del ghiacciaio Jostadalsbreen nella Norvegia occidentale, Tungestølen è un progetto di rottura che si distacca completamente dall’estetica vernacolare dei rifugi montani.

Firmato dallo studio Snøhetta, conosciuto in tutto il mondo per la sua capacità di innovare e lavorare sempre “fuori dagli schemi”, si compone di diversi piccoli edifici la cui forma non è un mero esercizio di stile, ma la risposta concreta alla necessità di creare qualcosa che sia in grado di resistere alle rigide temperature e alla furia dei venti, garantendo la massima sicurezza di ospiti e dipendenti.

Commissionato da Luster Turlag, una branca locale della Norwegian National Trekking Association, il nuovo Tungestølen sostituisce una struttura ricettiva precedente che, dopo aver dato accoglienza agli alpinisti per oltre un secolo, fu distrutta da una tempesta nel 2011. Per rendere il rifugio più solido, gli architetti hanno optato per la costruzione di nove “capanne” in legno lamellare a più strati incrociati (alcune già ultimate, altre da terminare nei prossimi mesi) con facciate inclinate e tetti a spiovente, orientati in modo da assecondare le correnti d’aria che risalgono violentemente la valle.

Ideato per un soggiorno a contatto con la natura selvaggia, Tungestølen incoraggia la contemplazione individuale dell’intorno attraverso l’apertura di grandi finestre in facciata. Ogni vetrata incornicia una parte del paesaggio e crea inedite viste panoramiche sulle creste scoscese e sulle nevi perenni. Perfetto punto di partenza per gli sportivi più esperti che si dirigono alla conquista del ghiacciaio, l’albergo è anche adatto al soggiorno di famiglie ed escursionisti meno allenati che battono i percorsi più facili disponibili in zona.

All’insegna della condivisione, la capanna più grande ospita una sala da pranzo comunitaria, arredata con grandi tavoli in legno, e una zona relax con pavimenti in pietra grigia e maxi camino circondato da comodi divani. Le altre cabine sono invece adibite a dormitori comuni con brande a castello e camere private, per un totale di 30 confortevoli posti letto che diventeranno 50 dopo la conclusione dei lavori.

Gli interni sono essenziali e funzionali, i complementi d’arredo ridotti al minimo, perché per una notte sulle cime bastano un materasso con piumino e una luce di cortesia, a cui si aggiungono un tavolo e uno sgabello nelle stanze più accessoriate. Tutto è realizzato in legno chiaro ben levigato ma lasciato volutamente al naturale. La semplicità geniale è la maggior qualità di Tungestølen, aperto al pubblico durante i mesi estivi e nei periodi autunnali più miti.