Hoxton Brooklyn

L’eleganza inglese della catena millennial friendly approda oltreoceano e sceglie Brooklyn come suo avamposto. The Hoxton Williamsburg è al tempo stesso intimo e condiviso, un hotel dove lo stile inglese e fifties flirta col sapore archeoindustriale del quartiere

di Paola Camillo

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Il primo avamposto oltreoceano degli Hoxton Hotel si trova nel quartiere newyorkese di Williamsburg, a Brooklyn, e come tutte le strutture della catena inglese è molto più che un albergo. È uno spazio flessibile, concepito per accogliere ospiti e local in una hall che offre divanetti e wi-fi gratuito per tutti: un “open space” – come la stessa catena ama definirsi – dove tutto è interconnesso, allo stesso tempo intimo e condiviso, e dove lo stile inglese e fifties flirta col sapore archeoindustriale del quartiere.

Hustle and bustle

Per il suo primo progetto americano lo studio creativo Ennismore di Londra – fondatore e proprietario della catena Hoxton – ha collaborato con il design team di Soho House, che ha curato gli spazi pubblici all’insegna di un’eleganza eclettica e glamour.

La hall, i ristoranti e la zona bar sono sono scaldati da una soffusa luce dorata proveniente dalle applique a sfera in bronzo, disseminate a profusione. La base cromatica unifica lo spazio: si inseguono tinte ricercate che rimbalzano dalle vivide tappezzerie floreali di lilium gialli e viola delle sedute ai tavoli in legno di faggio dalle nuance ocra, fino alla grande cappa color oro che pende sinuosa sulla cucina a isola del ristorante. È una sinfonia di colori che esalta i punti focali dello spazio e che racconta la vitalità e il cosiddetto hustle and bustle della città, il ritmo frenetico ed eccitato della Grande Mela.

Ai piani superiori si decelera. L’atmosfera si fa più distesa e rarefatta. Qui si dipanano le 175 camere dell’albergo che vanno secondo la classificazione Hoxton: Cozy, Cozy with a View (verso lo skyline di Brooklyn o di Manhattan) e Roomy. Tutte sono dotate di scrivania a parete, di letti con testate in mohair in color verde salvia e blu con trapunte disegnate dal brand locale Dusen Dusen e – tra le tante cortesie per ospiti – offrono anche dieci libri scelti da un “Hox Friend”. L’hotel, infatti, ha abbinato 175 creativi locali a ogni stanza per offrire consigli da insider agli ospiti, tra cui volumi che raccontano la storia di Williamsburg.

La rinascita di Williamsburg

Situato nell’angolo nordoccidentale di Brooklyn, il quartiere è una delle aree della Grande Mela che più di ogni altra ha cambiato pelle negli ultimi anni. Da fiorente area industriale nell’800 a desolato quartiere per immigrati segnato da crimine e violenza poi, rinasce grazie agli artisti che lo ripopolano negli anni ’90, per poi divenire un fertile terreno per real estate e developer. E l’Hoxton Williamsburg ha voluto rendere omaggio proprio alla storia più bella del quartiere, quando era ancora un genuino hub per artisti. E del patrimonio di creatività e artigianato della zona ha selezionato alcuni prodotti come gadget per il suo gift shop, come la pelletteria di Lillian Farag, le ceramiche di Helen Levi o le marmellate Brins Jams & Marmalade, tutti brand locali. A riprova di come oggi anche un hotel, con la mission di ridefinire un nuovo modello di ospitalità, possa contribuire a scrivere o riscrivere le storie urbane, ritessendone i fili e aggiungendone di nuovi.