Hotel Villa Soligo

Le porte GD Dorigo diventano elementi architettonici all’interno del progetto per l’Hotel Villa Soligo

di Marta Germani

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E se il racconto di un prodotto di design del miglior made in Italy si svolgesse attraverso l’esperienza di un viaggio? Questa è la proposta di GD Dorigo che invita a uno di quei viaggi a sorpresa dove, per scovare la bellezza nelle sue svariate forme, non serve macinare migliaia di kilometri, ma basta girare l’angolo: siamo in Veneto, nella stessa provincia di Treviso dove ha sede l’azienda, e dove a citare luoghi come Conegliano e Valdobbiadene vengono in mente le eccellenze italiane in tema di vini.

Luoghi, tra paesaggi naturali e architetture create dall’uomo, ma anche prodotti autoctoni, primo fra tutti il Prosecco, che oggi sono annoverati tra i Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco. E lì dove il territorio è veicolo di cultura, per un’impresa contribuire a una prestigiosa operazione di valorizzazione architettonica ha un valore simbolico particolare. Scopriamo allora Villa Soligo, un hotel di charme, fresco di un intervento progettuale che ha esaltato l’aristocratica presenza di una villa risalente al XVIII secolo nella quale regnano le regole della simmetria e del ritmo compositivo, in perfetto accordo con la natura circostante.

Ed è proprio il rapporto tra l’hotel e il contesto a definirne il concept di Wine Resort, capace di soddisfare un’esigente clientela internazionale sensibile al piacere delle pregiate bollicine, e anche di Bike Hotel, perché la bicicletta è il mezzo ideale per esplorare le dolci colline a vite, magari portando con sé il proprio cane, perché Villa Soligo è un hotel For pet lovers, che riserva ai quattro zampe, oltre al benvenuto, speciali servizi in camera. Perché qui cura del cliente e cura del luogo che lo ospita si fondono, arricchiti dal senso del bello e da un interior design che valorizza l’impronta classica introducendo studiati elementi di modernità.

Pavimenti in seminato, camini, soffitti a cassettoni, ricchi chandelier convivono con lampade di design, divani minimal e con gli eleganti arredi delle suite, lì dove la funzionalità si abbina alla raffinatezza dei materiali e degli accostamenti cromatici. In casi simili, tra tanta perfezione, capita che l’occhio quasi non legga gli elementi più tecnici: non in questo caso, dove le porte GD Dorigo risultano complementari allo stile del progetto e coerenti con l’elemento classico.

In questa “scenografia perfetta” la porta Venus di GD Dorigo è declinata in total white, laccato, di varie dimensioni e tipologia di apertura: dal doppio battente che sottolinea gli ingressi simmetrici all’area lounge fino alle porte interne delle camere. Tra le infinite possibili varianti geometriche di ripartizione dell’anta, si è scelto il gioco tra rettangoli, quadrati e linee con due elementi sfondati in verticale. Un gusto puro, sobrio e rigoroso, che media tra classico e contemporaneo.

In particolare, le porte di accesso alle camere sono state l’occasione per mettere a frutto il know how di GD Dorigo nel risolvere un tema tecnico come la sicurezza contro gli incendi, richiesta all’interno delle strutture ricettive e normata da specifiche leggi UNI. L’azienda ha sempre dedicato grandi energie e ricerche a questo aspetto, riuscendo anche in questo caso a tradurre l’abilità dei maestri artigiani di un tempo in moderni processi industrializzati. Il risultato è la collezione di porte tagliafuoco EI 30 e 60, in questo progetto con portali interno P940 ed esterno P960 e nella versione che garantisce anche un abbattimento acustico a 39 db. La perfezione delle finiture e la ripresa omogenea dei decori presenti sulle altre porte dell’hotel fa quasi dimenticare di essere davanti a una vera barriera contro fiamme e fumi.

Si conclude quindi questo viaggio insieme a GD Dorigo. Un viaggio dove la bellezza ha anche il volto del design, dell’eccellenza e del migliore made in Italy, che con orgoglio e soddisfazione ha scritto una pagina di questa affascinante storia.