Hotel Kinsley

L’Hotel Kinsley di Upstate New York cattura ed esalta il carattere originale dell’architettura storica della città, arricchendolo con eleganti tocchi bohémienne

di Paola Camillo

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Geograficamente vicina eppure spiritualmente lontana da New York, Upstate è la magica zona verde attaversata dal fiume Hudson a nord della Grande Mela. Paesini annidati tra i tornanti, distese di pini, betulle, castagneti, campi di mele e zucche avvolgono un territorio che ha ospitato i primi coloni europei e che ha sempre vissuto in una dimensione di bucolica eleganza. La sua bellezza senza tempo non è più un segreto per l’hotellerie, anzi, è ormai un trend avviato.

Tuttavia il Kinsley – un hotel di 43 camere distribuite su quattro antichi palazzi in zone differenti della piccola città di Kingston – sposta decisamente verso l’alto la lancetta dell’offerta. Il progetto nasce sotto l’egida del famoso imprenditore newyorchese Taavo Somer, che dopo aver contribuito a creare il nuovo volto – in chiave hipster – di Brooklyn, si è poi spostato nella zona di Upstate, alla ricerca di luoghi meno segnati dal turismo di massa.

Il progetto

Nel progetto del Kinsley, curato dallo studio di Robert McKinley, non ci sono corna di animali, plaid, legni di recupero e altri elementi decorativi che hanno caratterizzato la prima ondata di motel riconvertiti di Upstate NYC. Robert McKinley voleva piuttosto catturare ed esaltare il carattere originale dell’architettura storica della città con tocchi bohémienne, che attingessero anche a stili diversi.

Per arrivare all’area reception bisogna attraversare il caveau dell’edificio che, dal lontano 1861 fino al 2000, ha funzionato come banca. Inoltre sono state create molte aree adibite a salotti, mentre i caminetti a legna sono disseminati in tutta la proprietà. C’è una piacevole personalizzazione delle stanze: al primo piano sono risolte in tonalità blu e verde mentre quelle del secondo piano in toni arancio e giallo crema. “Abbiamo scelto tessuti e trame che ci ricordavano le montagne, esplorando materiali come la lana cotta o i cotoni plastificati, materiali funzionali e di solito non utilizzati nel mondo contract“, spiega l’architetto Robert McKinley. Il Kinsley comprende in tutto quattro diversi edifici storici restaurati, risalenti a un periodo che va dalla seconda metà del ‘600 alla fine dell’800, e che apriranno via via in successione.

L’unico edifcio al momento funzionante è quello sulla via principale di Wall Street, che funge da principale luogo di ritrovo della struttura. La facciata in pietra dell’edificio e le linee pulite sono completate da accenti colorati che aggiungono un senso di calore allo spazio. Le finiture delle pareti sono realizzate in colori caldi e decisi, come il prugna della hall, abbinato a una moquette a scacchi rossi.

“Per armonizzare il design dei quattro edifici, ci siamo lasciati ispirare da una narrativa immaginaria, creata dallo studio stesso: una famiglia allargata che ha ereditato la proprietà dalla nonna a condizione di sviluppare un hotel coeso che evidenziasse la particolarità di ogni edificio. Con questo stratagemma siamo riusciti anche a liberarci dalla classica ‘estetica Upstate’ e siamo riusciti a incorporare mobili e dettagli ispirati ai fifties”, dice McKinley, “Sono comunque particolarmente affezionato alle caratteristiche della banca dell’edificio principale, che aveva anche un piccolo foro per spiare e identificare i ladri!”