Hotel Hualuxe

Situato nell’hi-tech zone di Xi’an, il nuovo complesso alberghiero progettato da Cheng Chung Design rievoca lo stile dei palazzi imperiali della dinastia Tang. Uno spazio di serenità e pace, ma intriso di nobiltà

di Raffaella Oliva

foto di Qiu Xin

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Il recupero del passato come garanzia di charme è alla base del progetto dell’albergo Hualuxe di Xi’an, firmato dal premiato studio CCD/Cheng Chung Design. Tutto nasce dal contesto storico: con la sua cinta muraria quasi integralmente conservata e l’Esercito di terracotta a fare da attrazione per i turisti, Xi’an è una delle quattro antiche capitali della Cina ed è considerata il luogo di nascita della civiltà cinese.

Con questa suggestione in testa, gli architetti hanno ripreso, nella fattispecie, quell’eleganza fatta di simmetria e rigore estetico che contraddistingueva il design cinese in epoche lontane. Niente draghi dorati e cliché simili, insomma: “Ci siamo rifatti all’architettura della dinastia Tang – ha spiegato Joe Cheng, fondatore di CCD – per esprimerne l’ordine e la bellezza con soluzioni e tecniche di design contemporanee”. 

Situato nell’Hi-Tech Zone cittadina, il nuovo complesso alberghiero targato Hualuxe richiama, dunque, lo stile dei palazzi imperiali donando agli ambienti un carattere intimo e al contempo solennemente formale.

Da questo punto di vista un ottimo esempio sono l’appartato ingresso con muri in pietra grigia scavata, il giardino orientale con pini, boschetti di bambù, mattoni in vetro trasparente e vasche d’acqua ornamentali, e l’atrio caratterizzato da due porte laterali con incisi dettagli che rimandano ai bulloni delle porte della città antica.

L’architettura si trasforma così in spazio di pace interiore intriso di nobiltà, in un progetto che vede tra i suoi elementi principali, accanto a lampade modello lanterna e ceramiche, il Baxianzhuo, tavolo quadrato un tempo utilizzato per i ricevimenti formali, che qui torna come banco della reception.

Attraversando un corridoio sorretto da colonne e porte trasversali lungo l’asse centrale si giunge poi al bar Luxe Tea, composto da uno spazio tranquillo per conversazioni private impreziosito con incensieri, libri antichi e sigilli, e da una sala con tavoli destinata a degustazioni e cerimonie del tè. 

Il percorso prosegue fino al Luxe Gathering, ristorante caratterizzato da ampie zone di pareti in mattoni, con questi ultimi disposti in modo sfalsato in riferimento ai giunti a tenone e mortasa dei mobili tradizionali cinesi, e ancora al Cai Feng Lou, altro ristorante con interni dedicati al fenghuang o fenice d’Oriente – volatile della mitologia cinese, simbolo di grazia e virtù –, dove tocchi di rosso vivido e blu reale si affiancano a pannelli in acrilico e garza incisi al laser che evocano la vista di tetti ondulati.

Non manca un’executive lounge, mentre nelle camere arredi in rovere chiaro sono inseriti in un ambiente dall’animo Zen, mix di lusso e semplicità.