Hotel Forestis

Studio Asaggio firma Forestis un rifugio esclusivo nel silenzio delle Dolomiti. Immerso nei boschi della Plose

di Clelia Torelli

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Ha aperto i battenti lo scorso 20 luglio Forestis, il primo e unico resort a cinque stelle immerso nei boschi della Plose, in Val d’Isarco. In un luogo di pace ed energia, dove la natura è al centro della scena e le Dolomiti catalizzano lo sguardo.

La sua storia ha origini lontane. Si risale infatti ai tempi di Otto Wagner, architetto viennese, uno dei maestri dell’Architettura Moderna. Fu lui a individuare tra questi boschi un luogo che emanava un’energia adatta a costruire un sanatorio per le malattie polmonari: acqua di sorgente, aria di montagna, clima mite, atmosfera salina e tante giornate di sole.

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e la scomparsa di Wagner, il progetto si arenò e fu trasformato in una “casa storica di legno” con due ali laterali, che fino al 1922 venne utilizzata come stazione climatica per i combattenti. Dimenticata per più di ottanta anni, fu riscoperta nel 2007 dall’albergatore altoatesino Alois Hinteregger, che nel tempo lo ha riconvertito nell’Hotel Rosalpina Dolomites e che nel 2015 ha deciso di realizzare, accanto allo storico edificio, tre torri uguali, immerse e mimetizzate nel bosco, grazie al rivestimento in doghe di legno scuro.

La progettazione è stata affidata ad Armin Sader dello studio di architettura Asaggio di Bressanone, che ha valorizzato la posizione ritirata del luogo e il legame con la natura. L’architettura del Forestis si basa su quattro pilastri: aria, clima, acqua e sole e quattro materiali, per lo più locali: pietra, legno, tessuto e vetro. Ogni suite, esposta al sole, è progettata in modo tale che l’ospite possa vedere, sentire e percepire tutti e quattro gli elementi. Il concetto architettonico, che viene attuato in modo uniforme in tutto l’edificio, viene elaborato individualmente per le caratteristiche delle diverse aree.

Così le suite, il ristorante e il bar dello storico edificio principale citano i tradizionali soffitti a cassettoni altoatesini dell’edificio costruito 100 anni fa. Nelle suite di nuova costruzione e nella spa, il concept si incentra sui temi della tranquillità e della vista. Il punto focale è rappresentato dalle grandi vetrate e dalla corrispondente disposizione dei locali. L’architettura “lascia spazio e attenzione” allo spettacolo della natura.

Invece il ristorante è stato pensato e progettato ad anfiteatro a più livelli dove il panorama è il protagonista assoluto. In questo modo ogni tavolo offre la privacy desiderata e allo stesso tempo un’ampia vista sui boschi circostanti e sul tramonto delle Dolomiti. Mentre nella spa le forme arrotondate e completamente prive di interruzioni si ispirano al flusso dell’acqua, a movimenti fluenti lungo il percorso che porta dalla piscina, alla sala relax e dei trattamenti tramite una sinuosa scala a chiocciola che caratterizza l’ambiente.