Hilton Double Tree Yerevan

Il progetto Hotel Hilton Double Tree Yerevan in Armenia ha dato misura della grande capacità di proiezione e interpretazione, in contesti diversi e anche inusuali, dello Studio CaberlonCaroppi

di Marta Germani

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Hilton Double Tree Yerevan appartiene a una delle più grandi e storiche catene alberghiere del mondo e ha visto protagoniste, sotto la regia di Chiara Caberlon, alcune delle più importanti aziende italiane nel campo dell’arredamento, perché “l’italianità” del progetto è stato insieme un prerequisito e un punto di forza.

Partendo dalle forme curve che caratterizzano l’immobile, si è optato per la creazione di grandi chiglie che generano giochi di volumi visibili dall’esterno, rendendo la struttura architettonica molto caratterizzata. In una capitale come Yerevan, con una forte presenza di grandi alberghi di stile omogeneo, si è voluto tracciare un segno di design italiano che desse evidenza al progetto.

La caratteristica più originale della struttura è la grande hall, alta otto metri e incentrata su un’ampia zona di attesa che ospita il caminetto, i bar e tutti gli spazi importanti per un albergo di tipo internazionale. Una parte di ristorazione affaccia direttamente sulla hall, creando una stretta relazione tra il groundfloor e il primo piano, che ospita il ristorante gourmet, rivestito con motivi ispirati a iconogrammi classici armeni.

Nelle camere, le logiche razionali delle catene alberghiere internazionali destinate prevalentemente a un’utenza business hanno richiesto una certa omogeneità di soluzioni, finalizzata a garantire livelli di comfort e tranquillità di standard medio-alto.

La SPA è uno spazio di grande suggestione, con vista panoramica sulla città, così come la palestra e la zona relax ai piani alti, che offrono uno sguardo di grande fascino sull’area urbana e sulle montagne circostanti.

Un progetto estremamente interessante – dice Chiara Caberlon – in un Paese con una grande storia e una cultura affascinante, dove il genius loci è entrato nel percorso progettuale, contaminandolo e arricchendolo con spunti e suggestioni. Abbiamo usato tessuti di colori tipici del luogo per un richiamo al territorio e per dare un’identità legata alla cultura materica di un Paese che, se non ha avuto una grande tradizione costruttiva, ad eccezione della fioritura medievale di edifici religiosi, può vantare una miriade di segnali di cultura nei materiali, negli oggetti e nei segni grafici”. Il gioco del colore, legato alle tradizioni locali, ha determinato soluzioni in cui il rosso o il blu vanno a caratterizzare sia la sala colazioni sia il ristorante gourmet.