Gorgeous George

A Città del Capo il Gorgeous George Hotel, tra murales, opere d’arte e mosaici. Un progetto dello studio Urban Citizen Architecture

di Raffaella Oliva

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Una location di tendenza nel cuore di Città del Capo, dove toccare con mano l’anima creativa della città sudafricana, regno di atelier, botteghe e gallerie d’arte dall’atmosfera vibrante e modaiola. È il Gorgeous George, esclusivo urban hotel ricavato dall’unione di due edifici risalenti agli anni Quaranta, affacciati su una strada pedonale, rinnovati dallo studio Urban Citizen Architecture, esemplari di due differenti stili architettonici: art déco ed edoardiano.

È sufficiente varcare le imponenti porte in ottone che delimitano l’ingresso per immergersi in un’oasi di relax curata in ogni dettaglio, a partire dalla reception abbellita da uno scenografico mosaico di 1800 piastrelle in ceramica bianche e blu – raffigurante la mappa di Cape Town e realizzato da Lucie de Moyencourt – per arrivare alle stanze e suite arredate con divani e armadi d’ispirazione vittoriana, miscelati al gusto industrial-chic di soffitti in cemento grezzo e strutture in acciaio a vista che donano un tocco d’incompletezza che intriga.

Gli interni portano la firma di Tristan du Plessis, pluripremiato designer di Johannesburg, e sono impreziositi dai murales dipinti dall’acclamato artista multimediale sudafricano David Brits, da lampade e complementi d’arredo targati David Krynauw, Dokter and Misses ed Egg Designs, e da pezzi unici come la sedia a dondolo a forma di testa di coccodrillo di Porky Hefer, artista locale noto per le opere artigianali ispirate al mondo della natura. È questo l’elemento di design che domina lo spazio riservato a eventi e meeting, completo di libreria, all’interno dell’albergo.

Mentre ad arricchire le stanze sfilano tappeti sontuosi e dalle vivaci fantasie floreali, e divani in velluto e letti king-size con testiere in pelle per il massimo del comfort. Tratto distintivo dei bagni è, invece, la pavimentazione a motivi geometrici abbinata a docce walk-in e lavabi su misura Gregor Jenkin.

Ciò che ne risulta è un’estetica elegante e minimale al contempo, distante da qualsivoglia cliché, rappresentativa dell’anima hipster e cosmopolita del quartiere. Anima che trova la sua più alta espressione negli spazi del Gigi Rooftop, rinomato locale al sesto piano, collegato ai livelli inferiori da una scala in marmo e impreziosito da ceramiche decorative che illustrano momenti clou della storia di Città del Capo.

Qui si trovano un’ampia e lussureggiante sala ristorante concepita come un giardino d’inverno dal sapore esotico, protetta da grandi vetrate, dove si servono le specialità gastronomiche dello chef Guy Bennet, e un cocktail bar con piscina esterna dal fondo a righe bianco-verde e terrazza con vista sullo skyline della capitale.