Ekies All Senses

Rivendicando le proprie origini greche e la straordinaria posizione naturale, Ekies All Senses Resort fonde in maniera sostenibile paesaggio e design contemporaneo. A rafforzare l’identità ecologica dell’hotel è ora anche il restyling dello studio Ctrlzak

di Alessia Delisi

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Su una spiaggia incontaminata di Vourvourou, sul lato orientale della Sithonia – una delle tre penisole protese dalla Calcidica verso il mare Egeo – un design semplice ed essenziale fa risplendere l’idilliaco paesaggio fatto di isole rocciose, grotte, acque cristalline, lidi sabbiosi e foreste di pini.

È il design di Ekies All Senses Resort, hotel che rivendica le proprie radici greche e la straordinaria posizione naturale per affermare che il lusso deve essere commisurato con l’ecologia. Alexandra Efstathiadou, proprietaria della struttura, ha impiegato più di dieci anni a trasformare quello che era un hotel dove era solita soggiornare con i suoi genitori da bambina in un progetto innovativo, capace di fondere in modo sostenibile ambiente e design.

Il risultato è un complesso di camere e suite in cui gioiose esplosioni di colore convivono con forme organiche e materiali naturali come marmo e legno massello, mentre un’etica improntata al minimo spreco completa la filosofia del resort.

Soluzioni creative ispirate alla natura

Un ruolo importante nel creare l’identità visiva di Ekies lo ha svolto l’agenzia di design Beetroot che, combinando divani, amache e lettini con pezzi di Philippe Starck e Achille Castiglioni, ha scelto di enfatizzare comfort e relax. La tradizione greca è presente poi nelle illustrazioni e negli elementi tipografici che, posti sulle pareti delle camere da letto, raffigurano le favole del poeta Esopo.

Non c’è nulla di eccessivo nell’arredamento e la sensazione è quella di trovarsi in un luogo che continua idealmente il disegno naturale. Con questo concept hanno giocato anche Katia Meneghini e Thanos Zakopoulos dello studio pluridisciplinare e ibrido CTRLZAK: ispirandosi all’ecosistema di Chalkidiki, il duo ha infatti firmato un recente restyling che traduce gli elementi di natura in soluzioni creative.

In particolare, il pino domestico è stato il punto di partenza del progetto di restyling: influenzato dall’immagine delle sue radici, lo studio ha infatti creato una serie di percorsi che conducono gli ospiti verso la costa per poi ramificarsi nel mare. Ancora i suoi aghi sono protagonisti del resort, dove si trasformano in articolati pattern impiegati con successo nei ristoranti, nel bar e nella casa sull’albero.

Una connotazione, questa, solo apparentemente negativa, che attraverso un effetto scenico si propone invece di far riflettere sul ruolo giocato dall’uomo nell’equilibrio naturale.