Eclettico Can Bordoy

A Palma di Maiorca OHLAB firma il Can Bordoy Grand House & Garden, un inno all’eclettismo e un omaggio alla tecnica giapponese del Kintsugi. Scenico e teatrale l'interior, che utilizza arredi di diverse epoche e stili

di Laura Verdi

foto di José Hevia

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Quasi più premi che numero di stanze ha vinto il Can Bordoy Grand House & Garden, un piccolo hotel di sole 24 suite situato in un edificio dalla lunga storia nel centro di La Lonja, storico quartiere di Palma di Maiorca. La ristrutturazione dei 2500 metri quadrati di superficie e dei circa 1000 metri quadrati di giardino è stata curata da OHLAB, lo studio spagnolo guidato da Paloma Hernaiz e Jaime Olivier, segnalato come uno dei migliori studi di interior emergenti.

Uno degli elementi distintivi del recupero è sicuramente il giardino, prima sconosciuto e ora aperto alla città, importante e pregiato landmark in un quartiere prepotentemente urbanizzato. Si tratta del più grande giardino privato di La Lonja, con jacarande secolari, piante di agrumi e bagolari che circondano una piccola piscina dall’affascinante taglio allungato.

Molto interessante l’approccio progettuale allo storico edificio con più di 500 anni di storia e caratterizzato da superfetazioni che l’hanno reso, a seguito dei vari interventi tutti riconoscibili, etichettabile come un palazzo dallo spiccato stile eclettico.

L’intervento di Hernaiz e Olivier ha voluto mantenere le tracce della storia, rispettando gli intrecci delle precedenti architetture senza creare un falso storico o, peggio ancora, ricreare un fasto del passato che l’edificio non ha mai avuto. Rimane così evidente quel delizioso sapore decadente e un po’ romantico che caratterizza tutti gli ambienti.

Il progetto si ispira dichiaratamente alla tradizionale tecnica giapponese del Kintsugi, ovvero l’arte di riparare la porcellana antica con un materiale prezioso – la polvere d’oro – e ottenere un pezzo restaurato che non nasconde la frattura, ma anzi, acquista ancora più valore rispetto alla ceramica originale. L’intervento, quindi, non pretende di nascondere l’eclettismo eterodosso dell’edificio, ma ne ricuce gli strati e le preesistenze evidenziando chiaramente i nuovi interventi.

Con alcuni accorgimenti architettonici e di design, è stata data al recupero una sfumatura teatrale, scenica: pesanti tendaggi in velluto si ripetono nelle suite per celare le sale da bagno e per creare atmosfere inclusive d’alcova. Dal rooftop panoramico, attraverso un grande lucernario centrale riempito d’acqua, la vista spazia dal tetto fino al piano terra attraverso la tromba delle scale, trattata come oggetto architettonico a sé stante. Mentre al piano terra un corridoio ricco di vegetazione collega il giardino, il ristorante e la strada.

Un altro elemento di fondamentale importanza è l’arredo che riflette l’eclettismo architettonico dell’edificio con l’utilizzo di mobili di differenti epoche e stili, contemporanei e antichi, che ricreano l’atmosfera non tanto di un hotel ma di una vecchia e nobile casa. Quindi la reception diventa il salotto di una grande dimora borghese e il ristorante un’elegante e intima sala da pranzo.