Dimora Cordero

Al centro delle colline del Roero, un’antica dimora è stata trasformata in guest house. Un restyling rispettoso delle preesistenze, a firma dello studio Deabate di Torino

di Dario Bragaglia

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Il ristorante Il Centro di Priocca d’Alba, un piccolo paese del Roero, è conosciuto dagli appassionati di gastronomia a New York come a Hong Kong e la lista delle prenotazioni per degustare il mitico fritto misto alla piemontese può andare da un anno all’altro. Dal 1956 è il regno della famiglia Cordero: Pierin acquistò la vecchia osteria di paese e assieme alla moglie Rita la trasformò in un ristorante che il figlio Enrico e la moglie Elide Mollo sono riusciti a portare fino alla stella Michelin. Ora in sala, ad affiancare Enrico Cordero c’è il figlio Giampiero, 32 anni, che si è già meritato il premio come miglior imprenditore dell’anno promosso dall’Enoteca Regionale del Roero.

“Da tempo sentivamo di dover offrire qualcosa in più ai nostri clienti” racconta Giampiero Cordero. “Molti clienti stranieri e non, venivano a mangiare da noi ma poi andavano a dormire a Barolo piuttosto che a Monforte. Bisognava dar loro una ragione per fermarsi a Priocca e così è nata l’idea della Dimora Cordero.”

A una cinquantina di metri dal ristorante, nella bella piazza dominata dalla chiesa neogotica, una casa a ballatoio è stata trasformata in un boutique hotel di sei camere. “Quando nel 2016 c’è stata l’opportunità di acquistare l’immobile abbiamo capito che era il posto giusto per dare ospitalità ai clienti del ristorante, e non solo. Ci sono voluti tre anni di lavori ma a fine 2019 abbiamo finalmente aperto” spiega Elide Mollo.

Il lavori strutturali sono stati affidati allo studio di architettura Deabate di Torino. La bella facciata esterna in mattoni è stata mantenuta e riportata all’antico splendore, mentre la parte a valle che affaccia sulle colline del Roero è stata trasformata eliminando i ballatoi che sono diventati grandi terrazzi triangolari con pavimentazione in pietra di Luserna. Per la separazione dei terrazzi sono state approntate delle pareti vegetali composte da piante officinali come salvia, rosmarino e altre essenze. L’ampia vetratura dà luminosità alle camere. Anche la scala interna con gradini in pietra è stata conservata per l’accesso allo spazio per le colazioni, con un bel pavimento in cotto originale, e alle camere.

Per quel che riguarda il design e l’arredo degli interni, c’è stato un lungo lavoro di messa a punto coordinato da Elide Mollo: i letti delle camere sono Hypnos e i tendaggi di Loro Piana. Particolare attenzione anche per la scelta dei marmi nei bagni delle camere che sono di Bemer di Cortemiglia.

La stessa precisione e passione per i dettagli che mette nella preparazione dei suoi piatti, Elide Mollo l’ha utilizzata nel recupero di vecchi mobili, quadri e interi servizi di piatti. In un angolo c’è una vecchia credenza che adesso serve per la posateria, in un altro le piccole sedute che si incastrano una nell’altra. Nel corridoio che porta alla zona benessere ci sono le fotografie in bianco e nero di Bruno Murialdo. Poco più in là quelle a colori dei piatti di Elide, a simboleggiare tradizione e modernità, le parole d’ordine che hanno guidato la realizzazione di Dimora Cordero.