Casa Amsterdam

Lo studio Ninetynine porta stile e allegria in una datata “macchina per abitare”. E firma un hotel che ricrea l’atmosfera libera e informale degli alloggi universitari

di Francesca Tagliabue

foto di Francisco Paramos

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Un edificio austero e imponente, composto da tre aree separate e frequentate da diverse tipologie di persone, è stato trasformato in una struttura ricettiva unitaria che soddisfa le esigenze di tutti. Questo, in breve, il lavoro condotto dallo studio Ninetynine per l’Hotel Casa Amsterdam.

L’albergo fu aperto per la prima volta nel 1950 con un’offerta commerciale che, per l’epoca, era davvero all’avanguardia: gli spazi erano pensati come alloggi temporanei per studenti, ospiti o turisti mid-term e per professionisti che si trovavano in città per un meeting formale o una conferenza. Nel 2010 Casa Amsterdam venne spostato in un nuovo edificio (quello attuale), ma il concept rimase lo stesso.

Oggi, a 70 anni dall’apertura, la proprietà ha scelto di realizzare interni più funzionali e accoglienti, all’insegna della convivialità. Linea guida del restyling la volontà di creare uno spazio centrale in cui tutti potessero riunirsi, con un locale, un ristorante e la reception per le operazioni di check in. Il bar è il nuovo cuore pulsante dell’hotel, con un bancone bifronte che svela la sua doppia anima: da un lato è una caffetteria giovane pensata per i ragazzi, dall’altro è un ambiente più formale dove sorseggiare un drink tra colleghi.

Il collegamento diretto del piano terra con il mezzanino ha poi permesso la realizzazione di una grande sala polifunzionale, pensata soprattutto per lo studio in gruppo e lo smart working. Il suo aspetto domestico e “imperfetto” risulta immediatamente familiare. Lo stile – solo apparentemente casuale – è dato da una selezione eclettica di arredi, che ricrea l’atmosfera libera e informale degli alloggi universitari, nei quali ogni inquilino aggiunge un pezzo di mobilia o un complemento quando si trasferisce.

Allegria e convivialità sono sottolineate dal gradient di colori che parte da toni chiari nella zona lobby e si scurisce in prossimità del ristorante, acceso da pennellate di blu e di azzurro che campiscono, rispettivamente, i mobili fissi e il parapetto metallico che delimita il soppalco. Infine alcuni accorgimenti, come la moquette posata a terra e le pareti rivestite con materiali fonoassorbenti, contribuiscono a contenere il rumore e a favorire la concentrazione.