Cafè Polet

Studio Asthetique firma Café Polet a Mosca. Un ristorante dal design irresistibile, che si ispira all’epopea sovietica dell’aviazione e dei viaggi spaziali. E che capovolge la storia del Costruttivismo Russo nelle trame di un mondo fantastico

di Paola Camillo

foto di Mikhail Loskutov

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C’è un’alchemica formula di bellezza che governa Café Polet, ristorante di Mosca dal design irresistibile che sta conquistando social e copertine di giornali. Per scoprirne il segreto bisogna andare oltre la bellezza formale e seguire le intime suggestioni dei designer. All’interno del locale, si inseguono applique a disco, dettagli scintillanti in ottone, angolature esasperate, in un contrappunto incessante di forme arcuate e geometriche e di cromie che mescolano rosa cipria, grigio metallico e blu cobalto.

Il progetto è stato concepito da Asthetique, giovanissimo studio newyorkese formato da Alina Pimkina e Julien Albertini.

La fonte d’ispirazione principale per questo lavoro è stato il vicino aeroporto di Kodyona Field, un sito storico e iconico dove nel 1910 volò il primo aereo russo. Il grande aerodromo è oggi dismesso in attesa di essere trasformato in un museo dedicato all’epopea sovietica dell’aviazione e dei viaggi spaziali. In suo omaggio Café Polet è stato concepito come una lounge aeroportuale di altri tempi, riempita di suggestioni surreali. Piccole sagome di aeromobili in acciaio inossidabile sono montate su supporti e fungono da numeri da tavolo, o sono apposte su una colonna circolare e retro-illuminate. Gli oblò a cupola in vetro riecheggiano le finestre delle navicelle spaziali mentre il pavimento in cemento a strisce dell’ingresso imita la pista di atterraggio di un aeroporto.

Sempre all’ingresso, il visitatore è accolto da una coppia di grandi figure femminili alate, ancorate a massicce colonne scanalate: “un pendant umano al tema meccanico del volo, a esprimere che anche l’uomo può volare grazie alle sue idee e alla sua creatività”, spiega Julien Albertini. Questo intricato mondo di citazioni spazio-temporali ha un’impennata nella parete centrale della sala principale, dove un pannello in bassorilievo ricrea e astrae le forme aerodinamiche di un velivolo utilizzando le voluminosità, le frastagliature e i dinamismi tipici dei monumenti del Costruttivismo Russo, un linguaggio storico che ha fatto spesso da riferimento culturale allo stile di Asthetíque.

In un precedente progetto dello studio, The Y a Mosca, Julien Albertini e Alina Pimkina avevano già introdotto la suggestione della corrente artistica dei primi del Novecento ma stavolta c’è una matura capacità di capovolgere e rifonderne il linguaggio severo in un elemento elegante, patinato e accattivante.

Probabilmente il successo di questo progetto è dovuto anche alla sua novità. L’era del Costruttivismo Russo è un fenomeno ancora vivo e peculiare. Abbiamo studiato e passato in rassegna tantissimo materiale al riguardo e spero che siamo riusciti a darne una nuova interpretazione”, dice Alina Pimkina.

Ed è proprio questa estetica “rovesciata” a conquistare il cuore degli amanti del design, uno scatto che accende l’intelletto e i sensi e prende il visitatore per mano in un viaggio spazio-temporale totalmente ricreato dai designer per i fruitori. Il resto è puro comfort: basta sedersi nelle avvolgenti e paffute poltrone in velluto rosa per lasciarsi trasportare in questo viaggio.