Backstage Vernissage

Il Backstage Vernissage è l’hotel delle meraviglie, macchina scenografica che stupisce con effetti spettacolari e ingegnosi. Un progetto di Heinz Julen, artista, architetto, designer e albergatore che ha cambiato le regole dell’ospitalità a Zermatt

di Laura Verdi

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Tavoli che salgono e scendono, piscine che si aprono sul tetto, spazi esterni che diventano interni e viceversa. Sono solo alcune delle meraviglie proposte dal complesso del Backstage Vernissage, composto da hotel, chalet e loft disegnati dall’architetto, designer, artista e albergatore Heinz Julen a Zermatt, sua città natale, dove vive – all’ultimo piano dell’hotel – e lavora, nel suo studio-laboratorio, gestendo in famiglia le proprietà da lui progettate.

Dal principio fu il Vernissage, uno spazio divenuto iconico per Zermatt, ora sede dell’annuale Unplugged Music Festival, con club, discoteca, spazi commerciali e galleria d’arte. Poi è stata la volta del Luxury Chalet e, per finire, il Backstage Hotel costruito sopra il Vernissage che gli fa da basamento. Tre edifici legati tra loro dall’inconfondibile stile di Julen e caratterizzati dall’uso di legno, vetro e acciaio in una misurata miscela di contemporaneità e tradizione.

Effetto sorpresa

La nuova realizzazione del Luxury Chalet incontra l’antico accostandosi a una preesistente costruzione tipica del Vallese della quale Julen ha mantenuto la struttura esterna, con travi tamponate da pareti completamente vetrate. Il Luxury Chalet ospita cinque camere con bagno, due delle quali nella parte storica dell’edificio, studiate per accogliere dieci persone. La nuova costruzione, che reinterpreta in chiave moderna l’architettura tradizionale alpina, offre un’accoglienza di gran calore estetico senza dimenticare la funzionalità, con moderni blocchi cucina completamente in acciaio. Non manca poi l’elemento sorpresa. Qui, all’ultimo piano, la piscina indoor, grazie a un meccanismo idraulico, viene proiettata all’esterno, mentre il tetto si apre scoprendo lo spettacolare scenario del Cervino.

Nelle aree comuni della lounge e della cucina, lo spazio si allarga in un open space luminosissimo e flessibile, capace di ampliarsi grazie alla possibilità di issare il tavolo con delle carrucole fino al soffitto. Adiacente alla zona living, una vasca idromassaggio è racchiusa da pareti vetrate che all’occorrenza vengono aperte per trasformare lo spazio in un ambiente outdoor. Qui tutto è all’insegna della spettacolarità alla quale contribuiscono i dettagli pregiati e l’arredo self made, progettato e realizzato a mano nel laboratorio di Heinz Julen.

Una stanza nella stanza

Trasformismo, multifunzionalità ed effetto sorpresa continuano nel Backstage Hotel, tre piani fuori con 19 camere tra double room e loft cube, in un tripudio di stucchi, velluti e tessuti dorati. Nei loft cube la zona notte è posizionata su un cubo vetrato che contiene la stanza da bagno, raggiungibile con una scala in legno scuro dal disegno ricercato che porta in quota, lì dove il letto sembra fluttuare sospeso a due metri d’altezza. L’effetto finale è la percezione di una stanza nella stanza, delimitata da pareti trasparenti che amplificano il bagno e lo aprono sulla zona living con divani color melanzana e tappeti dai disegni importanti. Il bagno è una scatola moderna in vetro e acciaio con una vasca panoramica che si affaccia sulla zona giorno. Anche tutte le facciate sono vetrate, con travi e montanti in legno di pino che disegnano i prospetti, opportunamente schermate da pesanti tende in velluto, quasi dei sipari teatrali.

L’esperienza sensoriale comprende anche l’imperdibile l’area wellness ispirata alla Genesi e con il celebre particolare della Cappella Sistina riprodotto sul soffitto: 600 metri quadri outdoor e indoor con area spa con bagno turco, sauna, stanza del sale e varie relax room a disposizione degli ospiti. Nel sapiente mix funzionale, per cui un albergo ben riuscito è quello in grado di offrire più servizi, non poteva mancare il cinema, che si trova negli spazi del Vernissage e trasmette film di ultima produzione.

Tocchi d’artista

Quasi tutti gli arredi del complesso sono studiati su misura e realizzati direttamente da Heinz Julen: “Sono nato e cresciuto in montagna e fin da piccolo ho appreso una grande manualità, costruendomi i giocattoli da solo. Per gli alberghi che ho progettato è la stessa cosa. Studio tutti i dettagli, dalle facciate alle cerniere delle porte”.E una particolare attenzione è dedicata al lighting design. Non solo gli edifici, quasi totalmente vetrati, hanno un rapporto diretto con la luce naturale, ma anche la luce artificiale è studiata nel minimo dettaglio con una profusione di corpi illuminanti, vere e proprie sculture artistiche, come il lampadario della sala colazioni, realizzato con trombe e violini, e quelli del Loft Cube con pennacchi piumati. Mentre la luce diffusa diventa più sobria con classici faretti a incasso nella perlinatura dei soffitti, come la luce da lettura accanto ai letti assicurata da semplici bracci metallici snodati con lampadine a candela smerigliate.