Axel Madrid, cultural disruption e spirito madrileno

Nel Barrio de las Letras a Madrid un design vivace e anticonvenzionale, a firma dello studio El Equipo Creativo, si fonde con un ricco patrimonio di riferimenti storici e culturali. Il risultato? La giocosa contaminazione fuori dagli schemi dell’Axel Hotel

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Sembra uscire dall’immaginario immortalato in tanti film di Pedro Almodovar, con i suoi richiami alle suggestioni della cultura pop madrilena e la sua sorprendente ambientazione, un ex palazzo nobiliare del XVIII secolo in cui uno straordinario patrimonio storico e architettonico e un mood giocoso e fuori dagli schemi creano un dirompente mix. E’ Calle de Atocha 49 a Madrid, al centro del famoso Barrio de las Letras, l’indirizzo dell’Axel Hotel, fiore all’occhiello dell’omonimo brand, che con le sue 88 spettacolari camere decorate in un originale stile avant-garde moderno e divertente, ispirato al movimento socioculturale in voga a Madrid negli anni ’80, è l’esito di un’operazione condotta dai designer di El Equipo Creativo all’insegna della cultural disruption.

Né poteva essere diversamente, dato il gioco di contrasti che ha marcato questo intervento sin dagli esordi. Da un lato, la collocazione privilegiata in un quartiere storico di Madrid, oggi epicentro di un lifestyle cosmopolita e fuori dagli schemi, dall’altro un opulento palazzo settecentesco la cui riqualificazione ha conservato gelosamente un importante patrimonio di preesistenze architettoniche, dai soffitti riccamente decorati alle tinte intense che adornano le pareti fino ai dettagli decorativi di impronta barocca. A fare da filo conduttore, alcuni degli elementi più tradizionali e popolari dello spirito madrileno, simboleggiato dai citazionismi identitari relativi alle corride e all’iconografia zigana. E a chiudere il cerchio di questo straordinario mix, la filosofia disruptive del brand Axel Hotel, i cui spazi sono sempre progettati con un occhio di riguardo alla comunità LGBTQ, la diversità sessuale è ben accolta e la rottura degli schemi è una regola.

Una filosofia “disruptive”

Obiettivo del team di progettazione è stato quello di creare un fruttuoso dialogo fra tutti questi elementi e suggestioni profondamente inscritti nella storia culturale di Madrid, di cui il Barrio de las Letras  è stato nel tempo palcoscenico e testimone, all’interno di ambienti in cui respirare un mood di libertà e anticonvenzionalità aperta a ogni tipo di pubblico. Un esito brillantemente perseguito attraverso soluzioni in cui spicca l’uso del colore come filo conduttore di un racconto estetico che accompagna gli ospiti in tutte le aree dell’hotel, dove viene declinato in differenti texture e superfici.

Manifesti, insegne, scritte al neon che propongono altrettanti riferimenti cinematografici e musicali alla “Movida Madrileña” dominano l’ingresso e la reception, immergendo subito l’ospite in un’atmosfera spensierata e giocosa. L’utilizzo creativo di elementi testuali è un dichiarato omaggio all’importante vocazione letteraria del quartiere, che viene però richiamata e declinata in un mood pop, sdrammatizzante e allusivo, in tono e al passo con l’atmosfera trendy e contemporanea della location, fino a diventare protagonista assoluta nella corte centrale dell’edificio. Al primo piano si aprono gli straordinari spazi delle antiche stanze nobiliari, ambienti di enorme valore storico e caratterizzati da una grande varietà di finiture e colori, il cui denominatore comune sono i dettagli decorativi dorati che ne impreziosiscono le pareti, i soffitti e gli arredi.

L’intervento di riqualificazione ha in particolare previsto una nuova distribuzione degli ambienti, che ha trasformato parte di queste camere in spazi comuni e parte in lussuose suite. Nell’interior design delle camere elementi di richiamo al mondo delle corride e alla tradizionale estetica iberica si collocano all’interno di una quinta creata da due grandi tendaggi – uno di colore fucsia come il mantello dei toreri, l’altro nel nero traslucido della tradizionale “mantilla” spagnola – che circondano il letto e permettono di calibrare il mood dell’ambiente secondo l’ora del giorno. Per chi è alla ricerca di uno spazio di relax, le eleganti tinte blu intenso e le essenze lignee degli arredi creano un ambiente intimo e raccolto, lontano e al tempo stesso vicino al vivace dinamismo della vita del quartiere.

Chicas, Chicos y Maniquis: il food concept dell’Axel 

Le sorprese dell’Axel continuano negli originali spazi de Las Chicas , Los Chicos y Los Maniquis, il ristorante dell’hotel aperto anche al pubblico ai cui ambienti si accede dall’ingresso originariamente riservato alle carrozze. I suoi ambienti sono distribuiti in due spazi separati, entrambi declinati all’insegna di un mood giocoso e spensierato in cui ancora una volta sono il colore, gli elementi grafici e di illuminazione e i riferimenti all’immaginario visivo almodovariano i principali fili conduttori. E lo stesso nome del ristorante è un omaggio a questa cultura underground, trattandosi del titolo di una delle canzoni che sono state la colonna sonora della “Movida Madrileña” anni ‘80. Elementi dominanti di questo microcosmo giocoso e colorato sono due grandi banconi rosso vivo, che durante le ore del mattino fungono da tavoli buffet per la colazione trasformandosi poi nel corso della giornata in cocktail bar nel più puro stile iberico. Al piano interrato troviamo tre altre piccole sale da pranzo comunicanti: ognuna ha una sua inconfondibile personalità dettata dal colore – rosso, verde o rosa – impiegato in diverse tonalità, mentre i cromatismi dei rivestimenti in tessuto delle pareti fanno esplicito riferimento alle lussuose camere delle dimore nobiliari settecentesche.

Bala Perdida: il dance floor

Il ritrovamento di due grandi ambienti dalle ampie volte a botte nei sotterranei del palazzo ha ispirato ai designer di El Equipo Creativo il Bala Perdida, disco club e cocktail bar dall’atmosfera originale, misteriosa e fuori dagli schemi. L’intrinseca particolarità di questi spazi ritrovati e la volontà di farne un luogo di ritrovo e socialità dalla natura camaleontica, capace di trasformarsi nelle ore notturne da cocktail bar a trasgressivo disco club, hanno dettato un progetto d’interni legato al mondo del mistero, della magia e dell’illusione. Grandi specchi collocati alle estremità degli ambienti generano una suggestiva illusione ottica e una sorta di tunnel infinito virtuale, mentre il lighting design ha previsto l’inserimento lungo l’asse longitudinale delle volte, tra i pannelli fonoassorbenti sospesi, di lampade led che cambiano frequenza e colore a seconda dell’atmosfera e dello scenario desiderato. All’illuminazione generale contribuisce anche il drink bar, che proietta una fill light di sottofondo con giochi di luce led.

All’Axel sono frequenti i riferimenti alle corride e all’iconografia zigana, secondo il più tradizionale e popolare spirito madrileno