Ausonia Hungaria

Riapre l’iconico Ausonia Hungaria al Lido di Venezia. Una grande opera di restauro filologico e d’arte, nella quale si inserisce con maestria il visionario progetto di interior e lighting design di Simone Micheli

di Marta Germani

foto di Andrea Sarti

Previous Next

La storia di palazzo Ausonia Hungaria si intreccia da sempre con quella del Lido, che tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, attraversò una fase di incredibile sviluppo grazie alla nuova moda dei bagni di mare, che portò rapidamente alla costruzione di stabilimenti e alberghi.È in questo fervore di crescita che nasce l’hotel, nel 1907, su progetto dell’ingegner Nicolò Piamonte al quale si deve la splendida facciata con piastrelle in maiolica, in perfetto stile Liberty.Ma con lo scoppio delle guerre, il Lido cessò di rappresentare il fulcro della vita turistica, fino ai nostri giorni. Oggi, infatti, grazie al ritorno del turismo di qualità e alla sua fervente vita culturale- strettamente legata alla Mostra del Cinema – il Lido vive una nuova rinascita e anche Ausonia Hungaria ha potuto ritrovare il suo antico splendore.

La rinascita

Nel 2007 l’hotel viene acquisito da Teodoro Russo, che ha avviato l’imponente opera di riqualificazione proprio con il restauro delle 7000 piastrelle policrome che adornano la facciata principale.Quindi il progetto prosegue tra il 2018 e il 2019, quando la proprietà decide, con la consulenza dell’architetto Ugo Fattore, di completare la rinascita di Ausonia Hungaria fino a diventare l’hotel più sorprendente di Venezia. Sorpresa che nasce fin dagli esterni, poiché il desiderio di ritrovare il sontuoso prestigio dell’edificio ha portato la proprietà ad affidare all’artista britannico Joe Tilson il rivestimento della facciata est, priva di decorazione, con formelle policrome in vetro di Murano. Nasce così un’installazione artistica davvero unica – oltre 400 mq di superficie -grazie alla quale le antiche piastrelle della facciata Liberty trovano eco nelle nuove formelle invetro, in un dialogo intenso e affascinante, in cui i rimandi del passato si mescolano alle visioni del presente e del futuro.

Interior & Lighting design

L’architetto Simone Micheli ha, con maestria, orchestrato l’interior e il lighting design di Ausonia Hungaria. E proprio traendo ispirazione dalla sperimentazione che interessò il mondo dell’arte e dell’architettura a cavallo tra Ottocento e Novecento, il suo intervento ha trasformato gli spazi interni dell’hotel in una vera e propria opera d’arte da vivere ed esperire. Le camere dell’hotel sono caratterizzate da arredi essenziali dalle forme fluide, composti da materiali differenti ma complementari. I colori tenui sono animati da tocchi di vivacità mentre i giochi di luce, dettati da un’attenta regia illuminotecnica, contribuiscono alla definizione di spazi, ambienti, funzioni. Sulle pareti delle stanze, le immagini fotografiche di Maurizio Marcato propongono una reinterpretazione della facciata generando una fusione completa di spazi interni ed esterni. Il bagno rappresenta invece la pausa,un ambiente senza limiti definiti, nel quale sono le forme e i colori a determinare uno spazio “altro”, nel quale rifugiarsi e riappropriarsi del proprio tempo. E mentre gli arredi rimandano al futuro, immagini dei volti e dei luoghi che hanno fatto la storia del cinema si susseguono lungo le pareti e fotografie aree del Lido di Venezia compongono la pavimentazione regalando all’ospite la sensazione di passeggiare lungo i tetti della città. Anche nelle aree comuni eredità storica e avanguardia non cessano di fondersi, mixando i beni storici preservati con arredi dalle forme avvolgenti.

Un progetto coraggioso che trasforma Ausonia Hungaria nel nuovo polo catalizzatore del turismo del Lido. Simbolo della rinascita e stimolo per la riqualificazione delle altre strutture ricettive.