Atelier Villa by Formafatal

Formafatal Architects firma un resort che trascende l’ordinario. Tre ville e un padiglione, oggi integrati da una nuova residenza che, come un monolite, levita sulla foresta pluviale

di Antonia Zanardini

foto di Boys Play Nice

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Nella lussureggiante giungla del Costa Rica e su una collina che guarda la spiaggia di Playa Hermosa, Art Villas Resort è un luogo che trascende l’ordinario, dove il giorno e la notte si fondono in una distesa di flora verdeggiante e spiagge incontaminate. Una natura selvaggia nella quale si stagliano architetture uniche e audaci. Spazi in cui la creatività prende forma e si mescola al respiro della giungla, nei quali rilassarsi e arrendersi al proprio io più autentico e puro.

Un contesto straordinario nel quale lo studio ceco Formafatal, fondato da Dagmar Stepanova, ha collaborato con altri studi di architettura per creare un resort che dichiaratamente si ispira alle leggi della foresta pluviale. Tre ville e un padiglione multifunzione si dispongono su un terreno di oltre due ettari, oggi integrati dall’Atelier Villa, residenza privata destinata a ospitare l’investitore e la sua famiglia.

Formafatal ha quindi progettato un vero e proprio monolite: un parallelepipedo lungo 26 metri incastonato su un pendio, che parzialmente levita sulla lussureggiante vegetazione tropicale. Guardando fuori, solo l’oceano distante e le colline a perdita d’occhio. Sotto un tetto verde, che si fonde perfettamente con l’ambiente, il sistema costruttivo è costituito da una struttura in acciaio con campate di 4×4 metri. Le facciate orientate sull’oceano e sulla giungla sono realizzate in profilati di alluminio di grandi dimensioni – che non si riscaldano al sole e sono resistenti alla ruggine – perforati secondo schemi diversi per ciascuna delle sezioni, creando così un emozionante e variegato gioco di luci e ombre.

Pannelli che racchiudono e ombreggiano la villa come un involucro o che possono essere completamente aperti, annullando così ogni confine fra interno ed esterno. Inusuali e d’effetto anche le scelte cromatiche, a partire dal colore Corten scelto per la finitura, che simula l’effetto ruggine, mimetizzandosi perfettamente con il paesaggio, e che crea un sorprendente gioco di riflessi quando il monolite viene illuminato dalle luci rosse del tramonto. Mentre all’interno una palette di colori neutri e di materiali grezzi come il cemento crea un riuscito contrasto con le tonalità calde del legno e di elementi nuovamente rifiniti in un intenso color ruggine.

Sul retro, la parete visibile dalle ville vicine è intenzionalmente senza finestre, per garantire privacy e intimità: solo la sezione in corrispondenza dell’area piscina ha pannelli scorrevoli e può essere aperta per lasciare entrare aria e luce. La sua superficie è in un suggestivo total black, rivestita in legno trattato con la tecnica giapponese dello Shou Sugi Ban che, letteralmente, significa “tavola di legno bruciata”. Una tecnica antica, non tossica ed ecologica, che consiste nel bruciare la superficie del legno per renderlo resistente. Una tecnica in auge fino a qualche decennio fa, in seguito soppiantata dai trattamenti chimici e dalle resine, oggi ritornata di moda, proprio in virtù del fatto che si tratta di una tecnica naturale. Infatti, il processo di carbonizzazione modifica la superficie del legno e ne aumenta resistenza e durabilità, ma senza alterarne la struttura interna.

Per quanto riguarda la disposizione, la villa possiede lo stesso spirito minimalista che la sua forma suggerisce. I locali di servizio e di deposito, i bagni e la cucina sono disposti lungo la parete posteriore mentre il resto della casa ha una configurazione aperta che annulla i confini tra interno ed esterno, con leggere e scorrevoli pareti divisorie in vetro che, all’occorrenza, creano zone più intime e private e introducono un elemento dinamico nel layout della villa. Ampio lo spazio riservato al patio che rivela una piscina a sfioro, parzialmente coperta da un terrazza che crea un’area più ombreggiata e protetta.

Gli arredi sono declinati nei toni caldi e terrosi dei materiali naturali e, a eccezione del salotto e delle sedie da pranzo, sono stati progettati e realizzati su misura avvalendosi di artigiani locali. Solo alcuni componenti sono stati realizzati nella Repubblica Ceca e quindi trasportati in sito. Infine nei bagni, in omaggio al genius loci, la palette neutra viene interrotta da variopinte piastrelle in ceramica di manifattura locale.