Art in residence

Arte e artisti si espongono al 72 Art Rooms Hotel, originale residenza artistica realizzata sull’asse Milano-Shanghai

di Tita Vannucci

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Art-72Rooms è un hotel e residenza artistica che ha aperto i battenti nel cuore di Shanghai e che si ispira a un modello tutto milanese: Design Hostel – A letto con il Design, l’ostello “pop-up” per designer nato tre anni fa all’interno di un makerspace in zona Bovisa, durante il Fuorisalone. E anche quest’anno è tornato, per la Milano Design Week, con le esposizioni delle opere realizzate a Shanghai dagli artisti che hanno abitato nella residenza. Nello spazio di una vecchia fabbrica di 1200 metri quadri, diventata oggi il makerspace più grande d’Italia, ha preso così vita un modello nuovo di ospitalità con cinquanta posti letto e dieci suite tematiche.

Questione di punti di vista

Art-72Rooms, inaugurato lo scorso novembre, è un hotel dove espongono e si espongono artisti internazionali di differenti settori chiamati ad abitare la residenza artistica. Il progetto, curato da Davide Crippa e Weicheng Zhong, che ha importato il concept e si occupa della progettazione di spazi ibridi in bilico tra estetica occidentale e cultura orientale, è stato realizzato su un ex tempio buddista in un affollatissimo quartiere di Shanghai, Xintiandi, e gioca su due temi, lo Shikumen e il 72, entrambi legati al concetto di differenza e incontro. Lo Shikumen è infatti lo stile architettonico, particolarmente diffuso in quel quartiere di Shanghai, che combina caratteristiche occidentali e orientali, con le loro diversità e particolarità. E il 72 è il numero che nella cultura cinese rappresenta l’avvicendarsi di Yin e Yang, la varietà degli elementi naturali, e che richiama anche il titolo di una famosa commedia cinese degli anni Trenta, ambientata proprio a Xintiandi e giocata sul diverso stile di vita di famiglie cinesi di varia estrazione sociale, The 72 Tenant Families.

Arte interattiva e racconti celesti

Il progetto denuncia la sua originalità fin dall’esterno con la torre completamente rivestita di specchi e l’orologio 2.0 al centro che proietta su led screen Human Clock, un’opera di video art dell’artista Chiara Irico. I corridoi dell’ingresso guidano con fasci colorati di luce all’interno dell’edificio, animato da tecnologie interattive progettate da Ideas Bit Factory, tra cui La luce di Buddha, un’ombra che prende vita con il movimento dei visitatori, e The interactive phone, un telefono dal design retrò con il quale collegarsi con l’artista e ascoltare il racconto del progetto. Mentre una scala sonora, Sound stair, al passaggio delle persone riproduce il suono delle campane buddiste.

Molti gli artisti italiani – selezionati da Interno 14 Next, studio romano di mecenatismo artistico -chiamati a vivere e a esporre nella residenza, tra cui: Roberta Calcagnini con le sue nuvole celesti, Arianna Bonamore con i suoi dipinti onirici e Anahi Angela Mariotti, autrice di sculture gioiello ispirate alla natura. Mentre Mirco Facchinelli racconta con il progetto Longtang Dreaming storie di viaggio all’interno del quartiere, disegnate su un set di teli bianchi con i toni del lilla.