Art Hotel: come in un museo

Veri e propri santuari della creatività, gli Art Hotel sono ormai un trend consolidato e destinato a crescere. E’ la nuova frontiera del lusso, che non si limita ad acquisire opere per arredare i propri ambienti, ma offre agli ospiti un'esperienza artistica totale

di Alessia Delisi

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Hall trasformate in gallerie d’arte permanenti, quadri di Andy Warhol in camera, pareti decorate da street artist emergenti e installazioni nel parco. Gli Art Hotel sono l’ultima e più attuale frontiera del lusso, una tendenza – e un business – in costante ascesa che sta conquistando un nuovo target di viaggiatori culturally-minded, desiderosi di immergersi in un’inedita e totalizzante art experience. Che siano dipinti, disegni, sculture o fotografie, le creazioni degli artisti caratterizzano gli ambienti, rendendoli più originali e stimolanti e conferiscono un’impronta culturale all’hotel. Ecco perché esclusivi resort così come celebri urban hotel decidono di promuovere espressioni artistiche coerenti con la propria identità, trasformandosi in veri e propri santuari dell’arte che, oltre ad acquisire le opere per arredare camere e aree comuni, affidano agli artisti un compito assai più ampio di quello puramente decorativo, commissionando anche la realizzazione di interventi site specific.

Come in un museo

Investire sull’arte per coinvolgere il cliente, rendendo al contempo unico il proprio brand, è la strada perseguita da molti gruppi e catene. Con The Silo ad esempio, il cinque stelle che occupa gli ultimi sei piani di un antico granaio a Cape Town, il gruppo Royal Portfolio ha dato vita a una delle più suggestive attrazioni turistiche del Sudafrica: sì, perché lo spettacolare hotel che di notte si illumina come un faro non si limita a combinare eclettici arredi di design con opere di giovani artisti africani, ma sorge proprio sopra quello che è il più grande museo d’arte africana del mondo, lo Zeitz MOCAA.

Anche il 21c Museum Hotel è un perfetto connubio tra arte e ospitalità: aperto nel 2006 a Louisville, in Kentucky, da una coppia di filantropi e collezionisti desiderosi di dare nuova linfa vitale alla propria città natale, l’hotel oggi è solo il primo di una vera e propria catena di Art Hotel che vanta strutture a Bentonville, Cincinnati, Durham, Kansas City, Lexinton, Nashville e Oklahoma City. Qui artisti emergenti convivono con nomi affermati come Judy Fox, Tony Oursler, Andres Serrano, Yinka Shonibare e Bill Viola attraverso gallery, installazioni e un ricco programma di attività culturali.

Un altro caso di successo è quello di Le Méridien che ha avviato una collaborazione con il critico d’arte Jérôme Sans. Grazie all’apporto dei membri del suo team, il gruppo ha arricchito le hall dei propri alberghi di quadri, installazioni, video e paesaggi sonori. Non solo: attraverso il programma Unlock Art, la chiave della propria camera diventa una tessera con cui è possibile accedere gratuitamente a gallerie e istituzioni culturali partner, godendo in questo modo di un’esperienza artistica totale.

 Art Experience

Nell’ottica di offrire un’esperienza di lusso, nella quale però i clienti possano al tempo stesso sentirsi anche stimolati e coinvolti, si inserisce la scelta da parte di alcuni hotel di trasformarsi in vere e proprie residenze per artisti. Un esempio è quello del Der Teufelhof Basel che, oltre a disporre di uno spazio espositivo per mostre ed eventi, chiede periodicamente a diversi artisti di soggiornare nella struttura e di ridisegnare le camere. Persegue la stessa strategia anche lo StandArt Hotel di Mosca: dopo essersi affermato come punto di riferimento per tutti i creativi della capitale, l’albergo, membro di Design Hotels, mette a disposizione dei propri ospiti esclusive masterclass con l’artista e interior designer Stanislav Tratsevskiy, le cui opere sono già parte integrante dell’arredo. Ma l’arte può anche essere un modo per raccontare la storia e la cultura di un territorio. È quello che fa l’Elma Arts Complex Luxury Hotel all’interno del Mivtachim Sanitarium, un edificio brutalista in cemento grezzo progettato nel 1968 dall’architetto Yaakov Rechter. Icona dell’architettura israeliana, la struttura è stata acquistata da Lily Elstein, nota filantropa e collezionista, che l’ha salvata dalla demolizione e trasformata in un lussuoso art gallery hotel.

Dall’Atelier sul Mare al Romeo Hotel

Anche in Italia, culla dell’arte e della bellezza, gli esempi non mancano. Uno dei primi Art Hotel italiani è stato l’Atelier sul Mare di Castel di Tusa, in provincia di Messina. Ideato dal mecenate siciliano Antonio Presti, cui si deve tra l’altro la Fiumara d’Arte, si compone di venti camere appositamente create da artisti di fama internazionale come Mario Ceroli, Piero Dorazio, Paolo Icaro, Maria Lai e Hidetoshi Nagasawa. Passare una notte all’interno di queste “art room” va quindi ben oltre l’esperienza del semplice dormire, coincidendo invece con la realizzazione di un’utopia, quella cioè di portare a compimento l’opera.

Ma veri e propri musei da vivere sono pure l’Albornoz Palace Hotel di Spoleto, la cui attuale collezione prende l’avvio da alcuni Wall Drawing di Sol LeWitt, l’Alexander Museum Palace di Pesaro, dove la committenza di lavori site specific si coniuga con un ricco programma di mostre e incontri, e soprattutto il Byblos Art Hotel di Verona. Ospitato nella cinquecentesca Villa Amistà in Valpollicella, il lussuoso cinque stelle unisce arredi di design a opere d’arte contemporanea. La famiglia Facchini, proprietaria del marchio di moda Byblos, ha restaurato la villa originariamente progettata da Michele Sanmicheli, incaricando il celebre designer Alessandro Mendini di curare il progetto di interior design. Accanto agli arredi e agli oggetti disegnati in esclusiva da Mendini per Byblos, un’esposizione permanente delle creazioni dei maggiori designer internazionali – tra cui Ron Arad, Gaetano Pesce, Gio Ponti, Eero Saarinen, Ettore Sottsass, Philippe Starck, Patricia Urquiola e Marcel Wanders – qui convive con interventi di Marina Abramović, Vanessa Beecroft, Damien Hirst, Anish Kapoor e Cindy Sherman.

Infine, design, architettura e arte contemporanea sono il comune denominatore anche del Romeo Hotel di Napoli che nello storico ex Palazzo Lauro coniuga rigore giapponese – il progetto di ristrutturazione è dello Studio Kenzo Tange – e vivacità napoletana con lavori di maestri come Francesco Clemente, Mimmo Jodice e Mimmo Paladino.

AGH Art Gallery Hotel – Come trasformare l’hotel in una galleria

Come trasformare il proprio hotel in una Art Gallery senza dover ricorrere a un cospicuo investimento? La soluzione la fornisce AGH, un’iniziativa nata nel 2016 a Venezia, che grazie all’Art Rental propone una formula di nuova concezione specificamente rivolta al settore hotellerie, che non grava sui costi dell’hotel e volutamente strutturata per autosostenersi, attraverso un sistema di vendita diretta. AGH, infatti, va oltre il concetto della proprietà e dell’investimento e permette agli hotel partner di esporre delle opere d’arte per migliorare gli ambienti della propria attività senza sostenere alcun investimento. L’hotel mette a disposizione le pareti da allestire, AGH pensa al resto, occupandosi di tutto ciò che concerne l’intero servizio: il trasporto, l’installazione, la spedizione e la rotazione periodica delle opere esposte. AGH cura anche gli allestimenti espositivi e si prende cura della gestione delle opere che verranno vendute, offrendo un servizio completo che va dalla comunicazione e supporto commerciale, passando per l’imballo dell’opera, fino alla spedizione dall’hotel direttamente a casa del cliente-ospite. Ampio e di elevato profilo il catalogo delle opere che si possono richiedere, consultabile su www.artgalleryhotel.eu