Art Collection At Six

Situato nella piazza di Brunkebergstorg, un tempo ritrovo dell’alta società di Stoccolma, At Six è un esclusivo art hotel che accoglie i suoi ospiti in atmosfere sognanti e metafisiche, dove le pareti in cemento di un edificio brutalista sono lo sfondo ideale per opere d’arte e studiati pezzi di design contemporaneo

di Agnese Lonergan

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Progettato da Universal Design Studio nel quartiere Brunkebergstorg di Stoccolma, il nuovo At Six ospita una delle più ambiziose collezioni d’arte contemporanea all’interno di un hotel in Europa. Nei suoi spazi, infatti, si possono ammirare opere originali di Jaume Plensa, Olafur Eliasson, Julian Opie, Sol Le Witt, Tacita Dean, Spencer Finch, Richard Long, Marijke van Warmerdam e Kristina Matousch, secondo un’attenta selezione curata da Sune Nordgren, già direttore del Baltic Centre for Contemporary Art.

Humanazing the Architecture

L’edificio, originariamente costruito come albergo dagli architetti svedesi Boijsen & Efervgren, ha da sempre ospitato il quartier generale della Swedbank, senza mai adempiere alla sua funzione originale. Evidente la matrice brutalista dell’architettura, che il pluripremiato Universal Design Studio ha reinterpretato attraverso un completo restyling degli interni – inclusa una radicale ridistribuzione di tutti i volumi – e la progettazione di una nuova facciata d’ingresso che collega l’hotel alla piazza, un tempo ritrovo dell’alta società di Stoccolma e oggi al centro di un ampio piano di riqualificazione urbanistica volto a conferire nuova vitalità a tutto il quartiere.

Negli interni, il cemento grezzo diventa lo sfondo ideale di atmosfere calde e accoglienti e di originali opere d’arte che conferiscono fascino e identità a tutta la struttura. L’effetto complessivo è altamente scenografico: emblematica, in questo senso, la grande scala di granito bianco che domina la lobby al piano terra e la collega al ristorante al primo piano, moderna rivisitazione della classica scala di Hollywood con una scultura da Jaume Plensa che crea un effetto straniante, quasi metafisico. L’originale atmosfera brutalista permane, ma attenuata e resa desiderabile e lussuosa, centrando appieno il primo obiettivo del team di progetto e della committenza: “Humanizing the Architecture” attraverso uno studiato equilibrio fra grandi volumi, atmosfere oniriche e un interior design a misura d’uomo.

Numerosi e raffinati i dettagli d’autore, tra i quali spiccano i vetri artistici dei corpi illuminanti e lo splendido corrimano rivestito in pelle dello scalone. Austero e nobile il mix materico e cromatico, quasi museale: legni ed essenze pregiate, tavoli ricavati da tronchi d’albero, acciaio annerito, grandi lastre di granito e superfici in marmo costituiscono il palcoscenico perfetto per le numerose opere d’arte esposte. Studiatissimi gli arredi di produzione industriale affiancati da soluzioni custom realizzate da piccole manifatture locali. Perfetto il mix: riedizioni di classici declinati in colori inaspettati, arredi vintage e pezzi di design contemporaneo convivono in un continuum armonico, senza dissonanze.

Relaxing & Working Rooms

Ognuna delle 343 camere di At Six è stata progettata pensando a una suite. Tangibile il lusso: armadi rivestiti in tessuto, grandi letti Hilding Anders e una generosa scrivania in marmo verde che domina tutta la lunghezza di una parete, supportata da un mobile per bevande rivestito in ottone spazzolato. La riedizione di una classica sedia norvegese fornisce i posti a sedere alla scrivania e una parete a specchio riflette ed estende la vista all’esterno. Esclusivi i sofà progettati con perfette proporzioni da Edward Barber e Jay Osgerby, abilmente posizionati davanti a grandi vetrate, che concorrono a creare uno spazio compatto ma confortevole, dove gli ospiti possono lavorare in modo informale, intrattenere o rilassarsi. Splendide le luci, realizzate a mano da Rubn e posizionate sulla testata in pelle, per esaltare i dettagli e i preziosi materiali di provenienza locale.

Straordinaria anche la Penthouse Suite all’ultimo piano, con la sua vista eccezionale su Brunkebergstorg e il centro di Stoccolma, dotata di terrazza panoramica privata. Concepita come l’appartamento di un appassionato collezionista d’arte, custodisce nel suo scrigno le opere più pregiate. Qui, la pavimentazione di Dinesin in rovere a bordi larghi scorre ovunque, le pareti sono rifinite con un intonaco color carbone e pavimenti in marmo Nero Marquina accolgono con effetti sorprendenti la luce che entra dalle grandi vetrate. L’insieme offre agli ospiti l’esclusiva sensazione di sentirsi “top of the world”. Ampio e accogliente anche il bagno che vanta una vasca circolare autoportante in marmo Nero Marquina, un’opera d’arte in sé.