Apfelhotel

In Alto Adige, Studio NOA* trasforma l’Apfelhotel in uno spazio dedicato ai sensi e alla condivisione di momenti unici. Un’architettura da vivere e “da mordere”, come una mela

di Antonia Zanardini

foto di Alex Filz

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La mela, frutto originario del Kazakistan giunto in Alto Adige grazie ai Romani, ha trovato in queste terre una nuova patria, caratterizzandone il paesaggio culturale. Al centro di questo panorama, all’inizio della Val Passiria, si trova l’Apfelhotel, un must per gli ospiti in cerca di qualcosa di particolare: un’architettura da mordere.

Nel 2014 NOA* ha vinto il concorso per l’ampliamento della struttura esistente, che lo studio ha realizzato in più fasi, con la maestria che caratterizza tutti i suoi progetti, capaci come pochi di dialogare con l’ambiente e, al tempo stesso, di esprimere sempre un’identità unica e inconfondibile. Una cifra stilistica che si esprime attraverso abili giochi di volumi, che spesso si dissolvono e mimetizzano nel landscape, e un linguaggio che trova il suo compimento in un mix materico di legni, pietre e tessuti che diventa narrazione, sempre coinvolgente e affascinate. Uno stile unico che non a caso, negli ultimi anni, è stato premiato con numerosi premi e award, che si aggiungono ai molti riconoscimenti della stampa nazionale e internazionale.

Ma veniamo al progetto e al suo sviluppo negli anni: nel 2016 il vecchio fienile accanto all’edificio principale e al ristorante è stato sventrato e riconvertito. Dietro la facciata originale troviamo oggi la produzione di golosità e prelibatezze caratteristiche, realizzate anche con le mele coltivate in loco, e al piano superiore le camere. Parallelamente è stata creata la sauna delle mele, prima parte di un ampio spazio benessere in seguito ulteriormente ampliato. Quindi, nel 2020 sono state costruite 18 suite e una nuova architettura verde e moderna che ospita il nuovo spazio wellness, una sorta di “cuore verde” che si integra perfettamente nel paesaggio. A questa nuova area si accede tramite una sorta di guscio semicurvo in cemento a vista, il cui portale in legno antico catalizza l’attenzione. Già qui, in questo raccordo tra la superficie e il sottosuolo, la parola “immersione” assume un significato particolare. Da un lato non è visibile alcun edificio, lo spazio wellness si apre verso sud, dove la facciata in vetro e acciaio si dissolve dietro un filtro verde. Un pergolato in metallo che si protende verso l’alto a cielo aperto, ricordando le strutture di supporto utilizzate nella moderna coltivazione delle mele.

La nuova area wellness si nasconde quindi sotto una collina e diventa parte integrante del paesaggio. All’interno si apre un’ampia area lounge con una fontana in pietra naturale e un camino aperto da cui si raggiungono le docce, gli spogliatoi e gli spazi dedicati ai trattamenti. Da qui si gode anche la vista sulla piscina con ingresso interno che si protende all’aperto attraverso la facciata ricoperta di verde. La piscina all’aperto è parzialmente contornata da pietra di Luserna: là dove la superficie acquatica si espande nello spazio aperto circostante, questa cornice si dissolve e si fonde con il paesaggio mediante il bordo a sfioro. Il piano superiore ospita la zona riservata agli adulti: qui troviamo l’area sauna, la sala relax, la sauna finlandese e il bagno turco. Una terrazza con doccia esterna invita a rinfrescarsi, mentre attraverso una scalinata esterna curva, fiancheggiata da gusci in cemento a vista, si raggiunge la vicina sauna delle mele.

A est del complesso si trovano le nuove suite con giardino: tre edifici indipendenti con i tetti a sella esprimono il linguaggio architettonico dell’ambiente circostante, e attraverso il design della facciata combinano tradizione e modernità. Il rivestimento esterno è stato mantenuto scuro per richiamare la tradizione dei caratteristici fienili, mentre il motivo del rivestimento a rombi in legno conferisce ai tre edifici un carattere moderno. Le suite al piano terra richiamano al proprio interno la configurazione del luogo. Tramite la zona d’ingresso, seguita dal bagno, si raggiungono a un livello superiore la zona giorno e la zona notte, che si apre su una terrazza. Rivestimenti in legno, superfici e fibre naturali grezze caratterizzano gran parte dell’arredamento e delle decorazioni e i materiali rappresentano il filo conduttore di tutti gli spazi. Anche le terrazze sono separate le une dalle altre in modo leggero e arioso con un tessuto in lino per esterni.

Nella più recente fase di ampliamento, l’hotel e il ristorante già esistenti sono stati arricchiti di nuovi padiglioni che sembrano sconfinare nel giardino. Sono state create due aree: le pergole chiuse e riscaldate e, come un passaggio, le pergole aperte con spazi ombreggiati, che si raggruppano intorno a una sorta di piazza. La costruzione in alluminio grigio-marrone verniciato a polvere contrasta con l’intonaco e il legno dell’edificio esistente e si armonizza con il rivestimento del pavimento in gres porcellanato grigio caldo.

Il progetto di ampliamento del ristorante si basa su tre stanze a scatola di diverse altezze dove l’arredamento richiama l’aspetto di un moderno giardino d’inverno. Il soffitto rispecchia questa atmosfera e forma la base di un cosiddetto “ripiano orizzontale” sul quale non solo le piante, ma anche l’illuminazione possono essere utilizzate in modo flessibile. L’atmosfera è quella di un salotto, accogliente e invitante: un vecchio banco da falegname invita a degustare, da una fontana sgorga acqua disponibile liberamente, mentre in un separé un mobile composto da elementi fissi e mobili offre pietanze calde e fredde. Neanche i tavoli e le sedie obbediscono a una monotonia stereotipata: un vibrante mix di curve e angoli si mostra nei nuovi spazi inondati di luce.